Chi ristruttura casa nel 2026 può contare sulla detrazione IRPEF prevista dall'art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 (TUIR), il cosiddetto «Bonus Casa» o Bonus Ristrutturazione. Rispetto a quanto annunciato a fine 2024, il quadro è cambiato: la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) aveva previsto per il 2026 un calo al 36% sull'abitazione principale, ma la Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) ha prorogato per tutto il 2026 le stesse condizioni del 2025. Il risultato, confermato dall'Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata alle agevolazioni per le ristrutturazioni, è questo: 50% per l'abitazione principale dei titolari di proprietà o di un diritto reale di godimento, 36% negli altri casi, con tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare.
Il punto che crea più confusione è proprio la differenza tra le due aliquote: il 50% non dipende dal tipo di lavoro, ma da chi paga e da come usa l'immobile. Un proprietario che ristruttura la casa in cui vive ottiene il 50%; un inquilino o un familiare convivente che sostiene le spese può detrarre, ma con l'aliquota del 36%. In questa guida trovi aliquote e massimali anno per anno fino al 2034, chi può detrarre e con quale percentuale, i lavori ammessi, la procedura del bonifico parlante, il rapporto con Ecobonus, Sismabonus e Bonus Mobili, i casi di condomini e pertinenze, una simulazione con numeri su un appartamento di Perugia e le scelte da fare entro il 31 dicembre 2026.
Le informazioni sono aggiornate a ottobre 2026 sulla base delle fonti ufficiali indicate in fondo alla pagina. Per il tuo caso specifico, soprattutto se l'intervento è importante o riguarda più immobili, conviene sempre un confronto con il proprio commercialista o CAF prima di iniziare i lavori e prima di effettuare i pagamenti.
Quanto vale il Bonus Ristrutturazione nel 2026
La detrazione si calcola sulle spese pagate nell'anno (principio di cassa): conta la data del bonifico, non quella della fattura né quella di inizio lavori. Per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 l'Agenzia delle Entrate indica il seguente schema:
La detrazione massima teorica è quindi di 48.000 € sull'abitazione principale (50% di 96.000 €) e di 34.560 € negli altri casi (36% di 96.000 €). L'importo va diviso in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Persone Fisiche) e si può usare solo fino a concorrenza dell'IRPEF dovuta: la parte che eccede l'imposta dell'anno va persa e non si recupera negli anni successivi.
Il tetto di 96.000 € è riferito all'unità immobiliare e comprende le pertinenze. Se i lavori proseguono su più anni ed erano già iniziati in passato, per stabilire quanto resta del massimale si tiene conto delle spese già detratte negli anni precedenti per lo stesso intervento.
- Abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, superficie): detrazione 50%
- Tutti gli altri casi (seconde case, immobili dati in affitto, spese sostenute da inquilini, comodatari o familiari conviventi): detrazione 36%
- Tetto di spesa: 96.000 € per unità immobiliare, pertinenze comprese
- Ripartizione: 10 rate annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi
- Nessuno sconto in fattura né cessione del credito per i nuovi interventi: la detrazione si usa solo in dichiarazione
Le aliquote anno per anno: dal 2025 al 2034
Il Bonus Ristrutturazione è entrato in una fase di riduzione progressiva. Sapere cosa succede negli anni successivi è utile per decidere quando pagare i lavori, soprattutto se il cantiere è a cavallo tra il 2026 e il 2027. Secondo la pagina dell'Agenzia delle Entrate sulla misura della detrazione e i limiti di detraibilità, il calendario attuale è il seguente:
In pratica, il 2026 è l'ultimo anno, salvo nuove proroghe, in cui si applica il 50% sull'abitazione principale. Dal 2028 cambia anche il tetto di spesa, che scende a 48.000 €: per i lavori importanti la differenza è rilevante. Su una spesa di 96.000 € sull'abitazione principale si passa da 48.000 € di detrazione nel 2026 a 34.560 € nel 2027 e a 14.400 € dal 2028 (30% di 48.000 €).
Le leggi di bilancio degli ultimi anni hanno più volte modificato questo calendario: le aliquote per il 2027 e gli anni successivi vanno quindi considerate quelle in vigore oggi e potrebbero cambiare con la prossima manovra.
- 2025 e 2026: 50% abitazione principale / 36% altri casi — tetto 96.000 €
- 2027: 36% abitazione principale / 30% altri casi — tetto 96.000 €
- Dal 2028 al 2033: 30% per tutte le abitazioni — tetto 48.000 €
- Dal 2034: 36% per tutte le abitazioni — tetto 48.000 €
Chi può detrarre e con quale aliquota
La detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa ed è titolare di un rapporto con l'immobile. L'Agenzia delle Entrate elenca tra i beneficiari proprietari, titolari di diritti reali o personali di godimento, inquilini, familiari conviventi e conviventi di fatto. Ma l'aliquota del 50% è riservata solo a una parte di loro: proprietari e titolari di diritti reali di godimento che hanno nell'immobile la propria abitazione principale.
Per abitazione principale si intende quella in cui il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente. Il requisito si verifica rispetto al momento dei lavori: se stai ristrutturando una casa appena comprata in cui andrai a vivere, chiedi al tuo commercialista come documentare il trasferimento della dimora abituale, perché da questo dipende la differenza tra 50% e 36%.
- Proprietari e nudi proprietari: 50% se l'immobile è la loro abitazione principale, 36% negli altri casi
- Usufruttuari e titolari di diritto di uso, abitazione o superficie: stesse regole dei proprietari
- Inquilini e comodatari con contratto registrato, che sostengono le spese con il consenso del proprietario: detrazione al 36%
- Familiari conviventi (coniuge, componente dell'unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo) e conviventi di fatto: detrazione al 36%
- Promissario acquirente con preliminare registrato e immesso nel possesso: può detrarre; l'aliquota segue le regole sopra
- Più persone che pagano la stessa spesa: la detrazione si divide in base a quanto ciascuno ha effettivamente sostenuto, risultante da fatture e bonifici
Quali lavori danno diritto alla detrazione
L'art. 16-bis TUIR individua gli interventi agevolabili. Sulle singole abitazioni e sulle loro pertinenze sono ammessi manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia; la manutenzione ordinaria (tinteggiature, sostituzione di pavimenti senza altre opere, riparazioni) è agevolata solo sulle parti comuni condominiali. Prima di iniziare è importante capire quale titolo edilizio serve (CILA, SCIA o permesso di costruire): il tecnico che segue i lavori deve indicarlo, perché la regolarità urbanistica è una condizione della detrazione.
Dal 1° gennaio 2025 sono esclusi dalle detrazioni edilizie gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie alimentate a combustibili fossili, come indicato dall'Agenzia delle Entrate. Chi pensa di cambiare la caldaia deve quindi valutare soluzioni alternative (per esempio pompe di calore o sistemi ibridi), verificando con il tecnico quale agevolazione si applica.
- Rifacimento degli impianti idrico, elettrico, del gas, con certificazione di conformità
- Rifacimento di bagni e cucine quando comporta opere sugli impianti o modifiche interne
- Spostamento o demolizione di tramezzi, modifiche della distribuzione interna, apertura o chiusura di porte e finestre
- Sostituzione degli infissi con caratteristiche diverse da quelli esistenti (materiale, forma, partizioni)
- Rifacimento di tetti, facciate e scale, anche sulle parti comuni dei condomini
- Interventi per la sicurezza: porte blindate, inferriate, impianti di allarme e videosorveglianza
- Eliminazione delle barriere architettoniche, come ascensori e servoscala, rientranti nel Bonus Ristrutturazione
- Interventi per il risparmio energetico realizzabili anche senza opere edilizie, con le regole previste dall'art. 16-bis
- Bonifica dall'amianto e opere per evitare infortuni domestici
- Box e posti auto pertinenziali: costruzione o acquisto da impresa, per la parte di costo riferita alla realizzazione
Il bonifico parlante: come pagare senza perdere la detrazione
Il pagamento all'impresa deve avvenire con il bonifico bancario o postale dedicato alle detrazioni per ristrutturazione, il cosiddetto bonifico parlante, che quasi tutte le banche offrono come modello preimpostato nell'home banking. Un bonifico ordinario può mettere a rischio la detrazione. Al momento dell'accredito la banca applica una ritenuta d'acconto dell'8% a carico dell'impresa (art. 25 DL 78/2010): per chi paga non cambia nulla, ma è il segnale che il bonifico è stato registrato correttamente.
Le spese per i professionisti (progettista, direttore dei lavori), per gli oneri di urbanizzazione e per le pratiche comunali rientrano tra le spese detraibili, purché siano collegate all'intervento e documentate. Chiedi sempre al professionista e all'impresa fatture che descrivano con precisione i lavori, intestate a chi effettua il pagamento.
- Causale con il riferimento all'art. 16-bis del D.P.R. 917/1986
- Codice fiscale di chi beneficia della detrazione (deve coincidere con chi paga e con l'intestatario della fattura)
- Partita IVA o codice fiscale dell'impresa o del fornitore che riceve il pagamento
- Documenti da conservare: fatture, ricevute dei bonifici, titolo edilizio (CILA, SCIA o permesso) o dichiarazione sostitutiva se non è richiesto, ricevuta della comunicazione all'ASL quando prevista, delibera e tabella millesimale per i lavori condominiali
- Comunicazione all'ENEA: va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori anche per gli interventi del Bonus Ristrutturazione che comportano risparmio energetico (per esempio infissi o impianti)
Ecobonus, Sismabonus, Bonus Mobili: cosa vale nel 2026
La stessa Legge di Bilancio 2026 ha allineato agli stessi valori anche le altre principali detrazioni sulla casa. Le aliquote non dipendono più dal tipo di intervento ma, come per il Bonus Ristrutturazione, dalla posizione di chi paga: 50% per l'abitazione principale di proprietari e titolari di diritti reali, 36% negli altri casi. Sulla stessa spesa non si possono applicare due detrazioni diverse: se un intervento può rientrare in più agevolazioni, si sceglie quale usare. Si possono invece usare misure diverse per lavori distinti sullo stesso immobile, rispettando i limiti di ciascuna.
Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% si è concluso il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato. Gli interventi per eliminare le barriere architettoniche restano però agevolabili con il Bonus Ristrutturazione, alle aliquote ordinarie del 2026.
- Ecobonus (riqualificazione energetica: cappotto, infissi ad alta efficienza, pompe di calore, schermature solari): 50% abitazione principale / 36% altri casi, con i limiti di detrazione previsti per ciascun intervento e la comunicazione ENEA obbligatoria. Le caldaie a combustibili fossili sono escluse
- Sismabonus (interventi antisismici in zone sismiche 1, 2 e 3): 50% abitazione principale / 36% altri casi, su 96.000 € per unità immobiliare
- Bonus Mobili ed Elettrodomestici: 50% su un massimo di 5.000 € per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione, con lavori iniziati dal 1° gennaio dell'anno precedente l'acquisto. Si paga con bonifico, carta di debito o di credito
- Sconto in fattura e cessione del credito: non più disponibili per i nuovi interventi dopo il DL 39/2024, salvo poche eccezioni previste dalla legge
Casi particolari: condomini, pertinenze, vendita dell'immobile
Per i lavori sulle parti comuni del condominio ogni condomino detrae la propria quota millesimale. L'amministratore effettua i bonifici dal conto condominiale e fornisce a ciascun condomino la certificazione delle somme pagate. Per i lavori condominiali è agevolata anche la manutenzione ordinaria. Il condomino che ha nell'appartamento la propria abitazione principale, ed è proprietario o titolare di un diritto reale, applica il 50% sulla propria quota; gli altri il 36%.
Per box, cantine e posti auto collegati all'abitazione il tetto di 96.000 € è unico: abitazione e pertinenza condividono lo stesso massimale. Chi ristruttura sia l'appartamento sia la cantina deve quindi sommare le due spese.
Se vendi l'immobile prima di aver usato tutte le 10 rate, le quote non ancora detratte passano di norma all'acquirente persona fisica, salvo diverso accordo scritto nell'atto di vendita. È un aspetto da chiarire con il notaio già in fase di proposta d'acquisto, perché incide sul valore dell'operazione per entrambe le parti. In caso di decesso del beneficiario, le rate residue passano all'erede che conserva la detenzione materiale e diretta dell'immobile.
Errori frequenti e come rimediare
La maggior parte delle contestazioni nasce da errori formali che si possono evitare con un minimo di organizzazione prima di iniziare i lavori. Gli errori più comuni sono: bonifico ordinario al posto di quello dedicato, fattura intestata a una persona diversa da chi paga, titolo edilizio non presentato prima dell'inizio dei lavori, comunicazione ENEA dimenticata per gli interventi che la richiedono, pagamenti effettuati nell'anno sbagliato rispetto all'aliquota attesa.
Alcuni errori si possono correggere: per esempio, se il bonifico non è completo, l'Agenzia delle Entrate ammette in determinati casi la conferma da parte dell'impresa di aver incluso le somme nel proprio reddito. In caso di dubbio, prima di presentare la dichiarazione dei redditi conviene far controllare l'intera documentazione al CAF o al commercialista: correggere prima costa molto meno che rispondere a un controllo dopo.
- Prima dei lavori: verificare titolo edilizio, preventivi dettagliati e chi intesterà fatture e bonifici
- Durante i lavori: usare sempre il bonifico parlante e conservare ogni ricevuta
- A fine lavori: inviare la comunicazione ENEA quando richiesta, raccogliere certificazioni degli impianti
- In dichiarazione: indicare correttamente anno, codice dell'intervento e importi
Simulazione: ristrutturazione di un appartamento a Perugia
Un esempio con numeri, a solo scopo illustrativo. Un proprietario ristruttura il bilocale di 65 mq a Perugia in cui vive, con una spesa complessiva di 60.000 €: impianti idrico, elettrico e gas, rifacimento del bagno, sostituzione degli infissi, pavimenti e finiture. Tutti i pagamenti vengono fatti con bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026.
Le cifre sono calcolate sulla base delle aliquote in vigore. La detrazione reale dipende dalla documentazione, dall'IRPEF dovuta ogni anno e dalle eventuali modifiche normative: è un esempio da verificare con il proprio consulente.
- Abitazione principale, pagamenti nel 2026: 50% di 60.000 € = 30.000 € di detrazione, cioè 3.000 € all'anno per 10 anni
- Stesso lavoro su una seconda casa nel 2026: 36% di 60.000 € = 21.600 €, cioè 2.160 € all'anno
- Stesso lavoro sull'abitazione principale ma pagato nel 2027: 36% = 21.600 €. Spostare i pagamenti di pochi mesi costa 8.400 € di detrazione
- Con il Bonus Mobili: arredi e grandi elettrodomestici per 5.000 € danno una detrazione aggiuntiva di 2.500 € (250 € all'anno)
- Capienza IRPEF: per usare 3.000 € all'anno serve pagare almeno 3.000 € di IRPEF lorda, al netto delle altre detrazioni. Chi ha un reddito basso rischia di non recuperare tutto
Cosa fare entro il 31 dicembre 2026
Se stai ristrutturando l'abitazione principale di cui sei proprietario, il 2026 è l'anno più conveniente: dal 1° gennaio 2027 la stessa spesa vale 14 punti percentuali in meno (dal 50% al 36%). Per gli altri immobili il calo è dal 36% al 30%. Dal 2028 si riduce anche il tetto di spesa.
Conta la data del pagamento: una fattura di dicembre 2026 pagata a gennaio 2027 segue le aliquote del 2027. Se i lavori sono già avviati, parla con l'impresa di un calendario di acconti coerente con l'avanzamento del cantiere. Pagare in anticipo lavori non ancora eseguiti richiede cautela: valuta con il tuo consulente i rischi e le garanzie, prima di decidere.
Infine, la ristrutturazione incide sul valore di mercato dell'immobile. Se stai valutando di vendere dopo i lavori, o di comprare una casa da ristrutturare, ti aiutiamo a capire quanto vale l'immobile prima e dopo l'intervento.
- Verifica l'aliquota che ti spetta: proprietario e abitazione principale (50%) o altri casi (36%)
- Chiedi preventivi dettagliati e il titolo edilizio necessario prima di iniziare
- Programma i pagamenti con bonifico parlante entro il 31/12/2026 per i lavori già eseguiti
- Controlla la capienza IRPEF dei prossimi 10 anni e, se in più persone, chi deve pagare
- Conserva tutto fino alla scadenza dei termini di controllo dell'ultima rata
