Da oltre 35 anni vendiamo e valorizziamo immobili con un metodo esclusivo a Perugia, Spoleto e in Umbria

Fisco

Agevolazioni prima casa 2026: requisiti, imposte e novità

Le agevolazioni prima casa consentono di acquistare un immobile con imposte ridotte (registro al 2% dal privato, IVA al 4% dal costruttore). Dal 2025 il termine per vendere la ex prima casa senza perdere il beneficio è stato esteso da 1 a 2 anni: una modifica confermata anche nel 2026 che offre più margine ai contribuenti.

FiscalitàAggiornato il 16 luglio 2026· 9 min di lettura

L'agevolazione prima casa è il beneficio fiscale più utilizzato in Italia per l'acquisto dell'abitazione principale: consente di applicare l'imposta di registro al 2% (invece del 9%) sull'acquisto da privato, oppure l'IVA al 4% (invece del 10%) sull'acquisto dal costruttore, mantenendo fisse a 50 € imposte ipotecaria e catastale.

Dal 1° gennaio 2025 la Legge di Bilancio ha modificato la Nota II-bis all'art. 1 della Tariffa allegata al D.P.R. 131/1986 estendendo da uno a due anni il termine entro cui vendere la ex prima casa senza perdere le agevolazioni sull'acquisto della nuova abitazione. Nel 2026 la disposizione resta pienamente in vigore. Vediamo requisiti, imposte, casi di decadenza e come pianificare la compravendita in modo sicuro.

Requisiti per accedere all'agevolazione prima casa

Per applicare le imposte ridotte l'acquirente deve rispettare tutti i requisiti previsti dalla Nota II-bis del D.P.R. 131/1986:

  • L'immobile deve essere residenziale e non di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9 escluse; tipiche ammesse: A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11)
  • L'acquirente deve trasferire la residenza nel Comune dove si trova l'immobile entro 18 mesi dal rogito (oppure svolgervi la propria attività lavorativa)
  • Non possedere un altro immobile nello stesso Comune, anche in comunione con il coniuge
  • Non essere titolare, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà o altri diritti reali su un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa (salvo la vendita entro 2 anni: vedi sotto)
  • Dichiarare tali requisiti direttamente nell'atto di acquisto davanti al notaio

Le imposte ridotte: quanto si risparmia davvero

Il risparmio dipende dalla tipologia di venditore. In sintesi:

  • Acquisto da privato: imposta di registro al 2% sul valore catastale (invece del 9%), imposte ipotecaria e catastale fisse a 50 € ciascuna
  • Acquisto dal costruttore entro 5 anni dalla fine lavori: IVA al 4% sul prezzo (invece del 10%), imposte fisse (registro, ipotecaria, catastale) di 200 € ciascuna
  • Base imponibile prezzo-valore: per l'acquisto da privato l'imposta di registro si calcola sul valore catastale (rendita × 115,5 per la prima casa), quasi sempre molto inferiore al prezzo di mercato

Vendere la ex prima casa: il nuovo termine di 2 anni (dal 2025)

Chi acquista una nuova prima casa possedendo ancora un immobile precedentemente acquistato con le agevolazioni può comunque beneficiare delle imposte ridotte, a condizione di vendere la vecchia prima casa entro 2 anni dal rogito del nuovo immobile. Prima della modifica del 2025 il termine era di un solo anno, spesso troppo breve nei mercati meno dinamici.

L'impegno alla vendita va dichiarato espressamente nell'atto di acquisto della nuova prima casa. Il conteggio dei 24 mesi decorre dalla data del rogito notarile del nuovo immobile; entro quella scadenza il vecchio deve essere effettivamente venduto (rogito, non semplice preliminare).

Decadenza dall'agevolazione: cosa succede se non si vende in tempo

Se l'acquirente non rispetta il termine biennale, oppure viene meno un altro requisito (mancato trasferimento della residenza entro 18 mesi, false dichiarazioni in atto, vendita del nuovo immobile entro 5 anni senza riacquisto entro 1 anno), scattano le conseguenze fiscali previste dalla Nota II-bis:

  • Recupero della differenza d'imposta non versata al momento dell'acquisto (dal 2% al 9% per il registro, dal 4% al 10% per l'IVA)
  • Interessi legali sulla somma dovuta a partire dalla data del rogito
  • Sanzione amministrativa pari al 30% dell'imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/1997)
  • L'Agenzia delle Entrate può notificare l'avviso di liquidazione entro 3 anni dall'evento che ha causato la decadenza

Come evitare la decadenza: strategie pratiche

L'estensione a 2 anni offre più respiro, ma la pianificazione resta centrale. Alcune buone pratiche:

  • Valutare il mercato prima di comprare: verificare i tempi medi di vendita nella zona della ex prima casa (a Perugia oggi 4-6 mesi per immobili prezzati correttamente)
  • Prezzo di listino realistico: sopravvalutare la vecchia casa allunga i tempi e mette a rischio il beneficio fiscale
  • Affidare la vendita a un'agenzia con un mandato non troppo lungo, per intervenire tempestivamente in caso di scarsa risposta del mercato
  • Ravvedimento operoso: se ci si rende conto in anticipo che non si riuscirà a vendere entro i 2 anni, si può regolarizzare spontaneamente riducendo la sanzione (art. 13 D.Lgs. 472/1997)
  • Non affittare la vecchia casa in un modo che ne pregiudichi la vendita nei tempi: contratti troppo lunghi o cedolare secca possono ridurre il bacino di acquirenti

Prima casa under 36 e altri incentivi cumulabili

L'agevolazione prima casa può cumularsi con altri incentivi ancora attivi nel 2026: il credito d'imposta pari all'imposta di registro versata sulla prima casa venduta, riutilizzabile sulla nuova (art. 7 L. 448/1998); la garanzia CONSAP all'80% sul mutuo per gli under 36 con ISEE fino a 40.000 €; le detrazioni sugli interessi passivi del mutuo prima casa (19% su un massimale di 4.000 €).

Per gli acquisti stipulati entro il 31 dicembre 2023 dagli under 36 con ISEE fino a 40.000 €, era prevista anche l'esenzione totale da imposte di registro/IVA e credito d'imposta pari all'IVA versata: dal 2024 questa misura non è stata rinnovata, mentre la garanzia CONSAP è stata prorogata.

Domande frequenti

Quanto tempo ho per vendere la vecchia prima casa nel 2026?

Hai 2 anni dal rogito notarile della nuova prima casa. Il termine, esteso da 1 a 2 anni dalla Legge di Bilancio 2025, resta in vigore anche nel 2026. Entro 24 mesi devi effettivamente rogitare la vendita del vecchio immobile: un semplice preliminare non basta.

Cosa succede se non vendo la ex prima casa entro 2 anni?

Decadi dall'agevolazione: l'Agenzia delle Entrate ti chiede la differenza tra imposte ordinarie (registro 9% o IVA 10%) e imposte agevolate versate, più gli interessi legali e una sanzione del 30% dell'imposta non versata. Puoi ridurre le sanzioni con il ravvedimento operoso se ti muovi prima dell'avviso di liquidazione.

Quali sono le imposte con l'agevolazione prima casa nel 2026?

Acquisto da privato: imposta di registro al 2% sul valore catastale, ipotecaria e catastale 50 € ciascuna. Acquisto da costruttore (entro 5 anni fine lavori): IVA al 4% sul prezzo, imposte fisse di 200 € ciascuna. Il notaio calcola tutto in atto e versa direttamente all'Agenzia delle Entrate.

Devo trasferire la residenza per avere le agevolazioni prima casa?

Sì: entro 18 mesi dal rogito devi trasferire la residenza nel Comune dove si trova l'immobile, oppure dimostrare di svolgervi la tua attività lavorativa principale. Il mancato trasferimento entro il termine comporta la decadenza dell'agevolazione con gli stessi effetti sanzionatori.

Posso avere le agevolazioni prima casa se ho già un immobile nello stesso Comune?

No, se l'altro immobile è idoneo ad abitazione (anche se acquistato senza agevolazione) e si trova nello stesso Comune del nuovo acquisto. Fa eccezione il caso di immobile inidoneo (per dimensioni, condizioni o vincoli): serve però una perizia o dichiarazione motivata.

Che tipologia catastale è ammessa per la prima casa agevolata?

Sono ammesse le abitazioni non di lusso: A/2 (civile), A/3 (economica), A/4 (popolare), A/5 (ultrapopolare), A/6 (rurale), A/7 (villini) e A/11 (alloggi tipici dei luoghi). Sono escluse A/1 (signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi eminenti).

L'agevolazione prima casa vale anche per box e cantine?

Sì, se acquistate contestualmente all'abitazione principale (o entro un tempo ragionevole) come pertinenze: sono ammesse una C/2 (cantina/soffitta), una C/6 (box/posto auto) e una C/7 (tettoia). Devono essere accatastate come pertinenze funzionali dell'abitazione principale.