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Investimenti

Affitti brevi a Perugia: normativa 2026 e rendimenti reali

Come si aprono e si gestiscono legalmente gli affitti brevi a Perugia nel 2026: CIN nazionale, SCIA, codice CIR regionale Umbria, tassazione, tassa di soggiorno e rendimenti attesi per zona.

Affitti breviAggiornato il 10 luglio 2026· 9 min di lettura

Gli affitti brevi turistici a Perugia sono cresciuti del 60% negli ultimi tre anni. La normativa nazionale (D.L. 145/2023) e regionale (Umbria) impone oggi obblighi chiari: CIN nazionale, SCIA per attività non imprenditoriali con più di 4 appartamenti, dispositivi di sicurezza, tassa di soggiorno.

CIN nazionale e CIR Umbria: cosa serve

Dal 2024 tutti gli immobili destinati ad affitti brevi devono ottenere il Codice Identificativo Nazionale (CIN), rilasciato dal Ministero del Turismo tramite portale unico. In Umbria serve anche il codice CIR regionale, richiesto tramite portale regionale. Entrambi vanno esposti in tutti gli annunci online (Airbnb, Booking, VRBO) e all'ingresso dell'immobile.

Dispositivi di sicurezza obbligatori

Ogni appartamento affittato in forma breve deve avere: estintore portatile a norma, rilevatori di CO e di fumo in ogni camera da letto e cucina, cassetta di primo soccorso, planimetria di esodo esposta. La verifica è obbligatoria e la mancanza comporta sanzioni fino a 5.000 € per struttura.

Tassazione: cedolare secca 21% o 26%

Fino a 4 appartamenti destinati ad affitto breve nell'anno, il locatore persona fisica può scegliere la cedolare secca al 21% (primo immobile) e 26% (dal secondo al quarto). Sopra 4 immobili è attività imprenditoriale e si passa a regime forfettario o ordinario con partita IVA.

Tassa di soggiorno a Perugia

A Perugia la tassa di soggiorno è di 1,50–3,00 €/notte a persona (a seconda della categoria della struttura). Va riscossa dall'ospite, dichiarata trimestralmente sul portale comunale e versata al Comune. Ospite paga; gestore incassa e versa.

Rendimenti reali per zona (2026)

Un monolocale/bilocale a Perugia in affitto breve rende (netto costi gestione ma lordo tasse):

  • Centro storico (Corso Vannucci, Via dei Priori): 850–1.400 €/mese (occupazione 65–75%)
  • Elce/Ospedale: 600–900 €/mese (occupazione 60–70%, target medici/studenti)
  • Ponte San Giovanni: 500–750 €/mese (occupazione 55–65%)
  • Rendimento lordo annuo su valore immobile: 5–8% in centro storico, 4–6% in periferia

Domande frequenti

Cos'è il CIN e quando è obbligatorio?

Il Codice Identificativo Nazionale è obbligatorio dal 2024 per tutte le strutture ricettive extra-alberghiere e per gli affitti brevi, indipendentemente dal numero di immobili. Va richiesto sul portale del Ministero del Turismo ed esposto in ogni annuncio.

Serve la partita IVA per gli affitti brevi a Perugia?

No, fino a 4 appartamenti destinati ad affitto breve nell'anno. Sopra 4 immobili l'attività è considerata imprenditoriale e serve partita IVA con regime forfettario o ordinario.

Quanto rende un affitto breve a Perugia?

Un bilocale in centro storico rende 850–1.400 €/mese con occupazione 65–75%. Il rendimento lordo annuo su valore immobile è del 5–8% in centro, 4–6% in periferia. Per la resa netta considera 20–30% di costi (pulizie, utenze, gestione).

Quale cedolare secca si applica agli affitti brevi?

21% sul primo immobile destinato ad affitto breve, 26% dal secondo al quarto. Applicabile solo da persone fisiche non imprenditori.

A Perugia bisogna pagare la tassa di soggiorno?

Sì, 1,50–3,00 €/notte a persona (in base alla categoria). Il gestore la riscuote dall'ospite, la dichiara trimestralmente sul portale comunale e la versa al Comune.

Che dispositivi di sicurezza servono?

Estintore portatile, rilevatori di CO e di fumo in ogni camera da letto e cucina, cassetta di primo soccorso, planimetria di esodo esposta. La mancanza comporta sanzioni fino a 5.000 € per struttura.