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Tasse vendita casa

Plusvalenza sulla vendita di un immobile: quando si paga e quanto

La plusvalenza immobiliare è la tassa sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto quando si vende un immobile entro cinque anni. Ecco quando si paga, quando è esente e come calcolarla nel 2026.

FiscalitàAggiornato il 15 luglio 2026· 6 min di lettura

Quando si vende un immobile a un prezzo superiore a quello di acquisto, la differenza (plusvalenza) può essere tassata come reddito diverso ai sensi dell'articolo 67 del TUIR. La regola cardine è temporale: se la vendita avviene entro 5 anni dall'acquisto o dalla costruzione, la plusvalenza è imponibile; oltre i 5 anni è esente.

Esiste però una serie di esenzioni importanti (prima casa adibita ad abitazione principale, immobili ricevuti in successione, terreni non edificabili) e due regimi fiscali alternativi: IRPEF ordinaria con aliquote progressive o imposta sostitutiva al 26% applicata direttamente dal notaio al rogito.

Quando la plusvalenza è tassabile

La plusvalenza da vendita immobiliare è imponibile quando si verificano contemporaneamente due condizioni:

  • Vendita entro 5 anni dall'acquisto (o dalla data di costruzione se hai costruito l'immobile)
  • L'immobile non è stato adibito ad abitazione principale tua o dei tuoi familiari per la maggior parte del periodo di possesso

Casi di esenzione

Sono sempre esenti dalla plusvalenza:

  • Immobili posseduti da oltre 5 anni
  • Immobili adibiti ad abitazione principale del venditore o di un familiare per la maggior parte del periodo di possesso
  • Immobili ricevuti per successione (a prescindere dai tempi)
  • Immobili ricevuti per donazione, se il donante li possedeva da più di 5 anni
  • Terreni non edificabili posseduti da oltre 5 anni

Come si calcola la plusvalenza

La formula base è: Plusvalenza = Prezzo di vendita − (Prezzo di acquisto + Costi inerenti).

I costi inerenti che aumentano il costo fiscale e riducono la plusvalenza sono:

  • Imposte pagate all'acquisto (registro, ipotecaria, catastale, IVA)
  • Onorari notarili di acquisto
  • Provvigione dell'agenzia immobiliare
  • Spese di ristrutturazione e manutenzione straordinaria documentate
  • Oneri di urbanizzazione e costi di costruzione se hai edificato

IRPEF ordinaria o imposta sostitutiva al 26%

Hai due strade alternative:

IRPEF ordinaria: la plusvalenza si somma agli altri redditi e viene tassata con le aliquote a scaglioni (dal 23% al 43%). Conviene se il tuo reddito complessivo è basso.

Imposta sostitutiva al 26% (art. 1 c. 496 L. 266/2005): la applica direttamente il notaio al rogito, con versamento immediato. Conviene se il tuo reddito complessivo è alto e ti farebbe superare gli scaglioni IRPEF più elevati. Devi richiederla esplicitamente al notaio prima dell'atto.

Esempio pratico di calcolo

Acquisto appartamento nel 2023 a 200.000 € + 12.000 € di imposte + 3.000 € notaio + 6.100 € di provvigione agenzia = costo fiscale 221.100 €.

Vendita nel 2026 a 260.000 €. Plusvalenza imponibile = 260.000 − 221.100 = 38.900 €.

Con imposta sostitutiva al 26%: 10.114 € trattenuti dal notaio al rogito. Con IRPEF ordinaria dipende dagli altri redditi (in fascia 35% pagheresti 13.615 €).

Errori frequenti da evitare

Alcuni errori costano cari:

  • Non conservare le fatture di ristrutturazione: senza documenti non riduci il costo fiscale
  • Dimenticare la provvigione dell'agenzia tra i costi inerenti — è pienamente deducibile
  • Vendere prima dei 5 anni senza aver mai fatto la residenza: perdi l'esenzione prima casa
  • Scegliere l'imposta sostitutiva quando l'IRPEF sarebbe più conveniente (o viceversa) senza fare due conti

Domande frequenti

Quando si paga la plusvalenza sulla vendita di un immobile?

Solo se vendi entro 5 anni dall'acquisto o dalla costruzione E l'immobile non è stato la tua abitazione principale (o di un familiare) per la maggior parte del periodo di possesso. Oltre i 5 anni la plusvalenza è sempre esente.

La prima casa è esente da plusvalenza?

Sì, se è stata effettivamente adibita ad abitazione principale tua o di un familiare per la maggior parte del periodo di possesso. Non basta l'aver usufruito delle agevolazioni prima casa al rogito: serve la residenza effettiva.

Come si calcola la plusvalenza da vendita immobile?

Plusvalenza = prezzo di vendita − (prezzo di acquisto + imposte al rogito + notaio + provvigione agenzia + spese di ristrutturazione documentate). Tutti i costi vanno provati con fatture o atti notarili.

Meglio IRPEF ordinaria o imposta sostitutiva al 26%?

Dipende dal tuo reddito complessivo. Il 26% conviene se sommando la plusvalenza al reddito superi le fasce IRPEF alte (37-43%). Se hai reddito basso, l'IRPEF ordinaria a scaglioni può risultare più bassa. Vale sempre la pena fare due conti con il commercialista prima del rogito.

La casa ricevuta in eredità è soggetta a plusvalenza se la vendo?

No: gli immobili acquisiti per successione sono sempre esenti da plusvalenza, indipendentemente dai tempi. Su una casa donata l'esenzione si applica se il donante la possedeva da oltre 5 anni.

Posso dedurre le spese di ristrutturazione dalla plusvalenza?

Sì: manutenzione straordinaria, ristrutturazione, ampliamenti e opere di miglioria documentate con fattura si sommano al costo fiscale dell'immobile, riducendo di fatto la plusvalenza tassabile.

Chi versa l'imposta sostitutiva del 26%?

Il notaio, direttamente al rogito. Devi però comunicarglielo esplicitamente prima dell'atto: se non chiedi la sostitutiva la plusvalenza va dichiarata nel modello Redditi dell'anno successivo e tassata con IRPEF ordinaria.