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Checklist

Documenti per vendere casa: la checklist completa 2026

Vendere casa richiede una decina di documenti chiave: dall'atto di provenienza alla visura catastale, dall'APE alla liberatoria condominiale. Averli pronti prima di firmare la proposta accelera la trattativa ed evita che l'acquirente si sfili all'ultimo minuto.

Vendere casaAggiornato il 20 luglio 2026· 13 min di lettura

Quando decidi di mettere casa sul mercato, il primo passo concreto — prima ancora della foto in cucina o dell'annuncio online — è mettere in ordine la cartellina dei documenti. La compravendita immobiliare in Italia richiede una decina di certificati e attestati che devono essere disponibili e aggiornati prima della firma della proposta di acquisto o, al più tardi, del preliminare: se mancano, il notaio non roga e la trattativa si blocca in extremis, spesso con l'acquirente che si sfila e la caparra da restituire.

Nella nostra esperienza sul mercato di Perugia e Spoleto, quasi una vendita su tre rallenta o salta per carenze documentali: una planimetria mai aggiornata dopo un vecchio intervento, una liberatoria condominiale con arretrati dimenticati, un atto di provenienza smarrito. In questa guida — aggiornata a luglio 2026 con il DL Salva Casa (DL 69/2024 convertito in L. 105/2024) e le novità sulle tolleranze costruttive — trovi la checklist dei 10 documenti essenziali, dove reperirli, quanto costano davvero nel 2026 e in quali casi puoi legittimamente farne a meno.

1. Atto di provenienza (titolo di proprietà)

L'atto di provenienza è il documento che dimostra come sei diventato proprietario dell'immobile. Può essere: un rogito notarile di compravendita, un atto di donazione, una dichiarazione di successione, una sentenza giudiziale (per esempio un'assegnazione in sede di separazione) o un atto di divisione ereditaria.

Serve al notaio dell'acquirente per ricostruire la continuità delle trascrizioni almeno negli ultimi 20 anni, come richiesto dal principio di continuità delle trascrizioni ex art. 2650 c.c. Se hai smarrito la copia, puoi richiederla al notaio che ha stipulato l'atto o, per rogiti anteriori a dieci anni fa e per notai cessati dall'attività, all'archivio notarile distrettuale competente per territorio. Il costo di una copia autentica oscilla nel 2026 fra 40 e 90 € (bolli inclusi) e i tempi variano da 3 giorni per un notaio in attività a 2-3 settimane per l'archivio distrettuale: muoviti in anticipo, perché senza atto di provenienza il notaio non fissa la data del rogito.

2. APE — Attestato di Prestazione Energetica

L'APE certifica i consumi energetici e la classe energetica dell'immobile su una scala da A4 (la più efficiente) a G. È obbligatorio già in fase di annuncio: l'art. 6 D.Lgs. 192/2005, come modificato dal DL 63/2013 e dalla L. 90/2013, impone di indicare classe energetica e indice di prestazione energetica in ogni pubblicazione immobiliare — cartacea o online — pena sanzione amministrativa da 500 a 3.000 € per venditore e agenzia (art. 15 c. 7 D.Lgs. 192/2005).

L'APE viene redatto da un tecnico abilitato (architetto, geometra, ingegnere o perito iscritto agli elenchi regionali di certificatori energetici) e ha validità 10 anni, purché nel frattempo non siano stati eseguiti interventi che modifichino la prestazione energetica (per esempio la sostituzione della caldaia o degli infissi). In Umbria il costo tipico nel 2026 va da 150 € per un bilocale a 350 € per una villa e i tempi sono di 5-10 giorni lavorativi tra sopralluogo e deposito sul portale regionale SIAPE. Va allegato al rogito e consegnato in copia all'acquirente, che deve firmare per ricevuta.

3. Visura catastale e planimetria

La visura catastale è la carta d'identità fiscale dell'immobile: riporta dati identificativi (foglio, particella, subalterno), categoria, classe, consistenza e rendita catastale. Insieme alla visura serve la planimetria catastale, cioè il disegno in pianta depositato al Catasto.

Il notaio è obbligato per legge (art. 29 c. 1-bis L. 52/1985, introdotto dal DL 78/2010) a verificare la conformità oggettiva, cioè che la planimetria depositata corrisponda allo stato di fatto dell'immobile e che la rendita sia coerente. Se ci sono difformità — tramezzi spostati, bagni aggiunti, verande chiuse, soppalchi non censiti — vanno sanate con una pratica DOCFA di aggiornamento prima del rogito. Il DL Salva Casa (L. 105/2024) ha ampliato le tolleranze costruttive, ma non elimina l'obbligo di aggiornamento catastale: fai la verifica in fase di preparazione della vendita, con un geometra di fiducia. Costo DOCFA 2026: 400-1.200 € oltre a tributi speciali catastali (50 € forfettari) e, in caso di sanatoria edilizia, all'oblazione comunale.

4. Visura ipotecaria

La visura ipotecaria (o ispezione ipotecaria) certifica la situazione dell'immobile presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari: trascrizioni a favore e contro il proprietario, ipoteche iscritte, pignoramenti, sequestri o citazioni giudiziali pendenti.

Va richiesta all'Agenzia delle Entrate — Servizi di Pubblicità Immobiliare (piattaforma SISTER online o sportello territoriale) e serve a garantire all'acquirente che l'immobile sia libero da gravami al momento del rogito. Costo 2026: 9,45 € per soggetto in visura telematica ordinaria, con rilascio in giornata. Se c'è un'ipoteca a garanzia di mutuo già estinto, va cancellata con la procedura semplificata Bersani (art. 40-bis D.Lgs. 385/1993, TUB): la banca trasmette la comunicazione all'Agenzia entro 30 giorni dall'estinzione, senza atto notarile e senza costi. Se il mutuo è ancora in corso, la cancellazione dell'ipoteca residua avviene contestualmente al rogito, con l'assenso della banca allegato all'atto.

5. Certificato di agibilità

Il certificato di agibilità (oggi SCIA di agibilità) attesta che l'immobile rispetta i requisiti di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico previsti dalla normativa. Viene rilasciato dall'Ufficio Tecnico del Comune dopo la fine dei lavori di costruzione o di ristrutturazione importante.

Non è obbligatorio per immobili costruiti prima del 1° settembre 1967 (data di entrata in vigore della L. 765/1967 «Legge Ponte»), quando l'agibilità non era prevista come atto autonomo. Per fabbricati successivi l'assenza va segnalata in atto e può ridurre il valore percepito o giustificare uno sconto richiesto dall'acquirente. Il DL Salva Casa ha introdotto nel 2024 la possibilità di sanare più facilmente carenze igienico-sanitarie minori (altezze interne ridotte, superfici finestrate sotto soglia) tramite dichiarazione del progettista, senza dover rifare lavori strutturali: chiedi al tuo tecnico se il tuo caso rientra nelle nuove tolleranze.

6. Documenti condominiali (se applicabile)

Se l'immobile è in un condominio, servono due documenti richiesti direttamente all'amministratore:

  • Liberatoria delle spese condominiali — attesta che le rate ordinarie e straordinarie sono state pagate fino alla data del rogito. Per legge (art. 63 c. 4 disp. att. c.c., come riformato dalla L. 220/2012) l'acquirente risponde in solido con il venditore per le spese dell'anno in corso e di quello precedente: senza liberatoria firmata dall'amministratore l'acquirente non firma. L'amministratore può chiedere un contributo (60-120 € in Umbria nel 2026) per rilasciare il documento aggiornato
  • Regolamento di condominio, tabelle millesimali e ultimo verbale di assemblea — se esistono spese straordinarie già deliberate ma non ancora esigibili (per esempio un cappotto termico approvato ma non partito), vanno menzionate in atto e ripartite: la Cassazione (Cass. 24654/2010 e conferme successive) attribuisce l'onere a chi era proprietario al momento della delibera esecutiva, salvo diverso accordo scritto fra le parti

7. Dichiarazione di conformità degli impianti

Le dichiarazioni di conformità degli impianti (elettrico, idraulico, termico, gas), previste dal DM 37/2008, attestano che gli impianti sono a norma. Sono rilasciate dalle imprese installatrici al termine dei lavori. Per impianti realizzati prima del 27 marzo 2008 vale la dichiarazione di rispondenza (DiRi) ex art. 7 c. 6 DM 37/2008, redatta da un tecnico abilitato con almeno cinque anni di esperienza nel settore.

Non sono strettamente obbligatorie per la validità del rogito: le parti possono accordarsi per iscritto e vendere l'immobile con impianti da adeguare, riducendo il prezzo di conseguenza (clausola espressa in atto, con esonero del venditore dalla garanzia per vizi impiantistici). Molti acquirenti però le chiedono comunque per stimare eventuali costi di rifacimento — che nel 2026 vanno da 3.000 € per un impianto elettrico di un bilocale a 8.000 € per la messa a norma completa di una villa. Se non le hai, dichiaralo con trasparenza fin dall'annuncio: eviti rinegoziazioni imbarazzanti alla firma.

8. Fotocopie di caparre, acconti e bonifici

Il notaio deve tracciare in atto tutti i pagamenti ricevuti dal venditore in relazione alla compravendita: caparra confirmatoria alla proposta o al preliminare, eventuali acconti, saldo al rogito. Servono le copie di assegni e delle contabili di bonifico, con estremi di banca e data valuta.

Dal 2007 (L. 248/2006, cd. «Bersani-bis») il notaio ha l'obbligo di indicare in atto le modalità di pagamento analitiche: importi, mezzi utilizzati, coordinate bancarie di provenienza e destinazione. Ricorda inoltre che dal 1° gennaio 2023 il tetto ai pagamenti in contanti è fissato a 5.000 € (D.Lgs. 231/2007, modificato dalla L. 197/2022): caparre e acconti oltre soglia vanno obbligatoriamente tracciati con bonifico o assegno non trasferibile, pena sanzione dall'1% al 40% dell'importo. Prepara una cartella con tutte le tracce di pagamento — inclusa la provvigione dell'agenzia, anch'essa da dichiarare in atto — e portala al rogito insieme all'agente immobiliare.

9. Documenti di identità e stato civile aggiornati

Al rogito servono: carta d'identità in corso di validità, codice fiscale (o tessera sanitaria) e — nei casi rilevanti — un estratto per riassunto dell'atto di matrimonio aggiornato (per verificare il regime patrimoniale). Se sei in comunione dei beni, al rogito deve intervenire anche il coniuge, anche quando l'immobile è intestato a un solo nome: senza il suo consenso il notaio non roga. Per le unioni civili (L. 76/2016) valgono le stesse regole; per le convivenze di fatto no, salvo diversa previsione del contratto di convivenza registrato.

Per cittadini stranieri residenti in Italia serve inoltre il permesso di soggiorno valido. Se hai figli minori o sei tutore/amministratore di sostegno di una parte coinvolta, potrebbe servire un'autorizzazione del giudice tutelare — chiedi al notaio con largo anticipo.

10. Documentazione fiscale e casi particolari

In situazioni specifiche servono documenti aggiuntivi:

  • Detrazioni fiscali in corso (Bonus Ristrutturazione ordinario 50% per abitazione principale nel 2026, Ecobonus, Sismabonus) — copia di fatture, bonifici parlanti, asseverazioni e comunicazioni ENEA: per l'art. 16-bis c. 8 TUIR le quote residue si trasferiscono all'acquirente salvo diverso accordo scritto nel rogito. Verifica con il commercialista se ti conviene trattenerle
  • Prima casa venduta entro 5 anni — per non decadere dall'agevolazione (aliquota registro 2% e ipo-catastali fisse) devi riacquistare entro 1 anno un altro immobile da adibire ad abitazione principale, secondo la Nota II-bis art. 1 Tariffa Parte Prima DPR 131/1986. In alternativa, dal 2024 (L. 213/2023) il termine per il riacquisto di un'altra prima casa con vendita della precedente è stato allungato a 2 anni
  • Immobile ricevuto in donazione o successione — servono dichiarazione di successione e, per le donazioni, valutazione dei rischi legati all'azione di riduzione degli eredi legittimari (vedi la nostra guida dedicata alla vendita di immobile donato)
  • Immobile locato — copia del contratto di locazione registrato e prova della prelazione offerta all'inquilino nei casi previsti dalla legge
  • Plusvalenza — se rivendi entro 5 anni dall'acquisto e l'immobile non è stata abitazione principale per la maggior parte del periodo, la plusvalenza è tassata come reddito diverso (art. 67 c. 1 lett. b TUIR). Puoi chiedere al notaio l'applicazione dell'imposta sostitutiva del 26% (elevata dal 20% al 26% dal 1° gennaio 2024 dalla L. 213/2023 solo per gli immobili con Superbonus): valuta con il commercialista se conviene rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF

Timeline operativa: quando iniziare a raccogliere ciascun documento

La regola pratica è iniziare 45 giorni prima della pubblicazione dell'annuncio, non del rogito. Molti proprietari confondono i due momenti e si accorgono di essere in ritardo solo quando l'acquirente chiede di fissare la firma preliminare. Ecco la sequenza tipica che consigliamo ai nostri clienti a Perugia e Spoleto:

  • Giorno 1-3: recupero visura catastale, planimetria, visura ipotecaria via SISTER o notaio di fiducia (poche ore, spesa complessiva 20-40 €)
  • Giorno 3-10: sopralluogo del tecnico per APE e verifica conformità catastale ed edilizia; deposito APE su portale SIAPE regionale
  • Giorno 10-45: se emergono difformità, pratica DOCFA di aggiornamento catastale e — se serve — CILA o SCIA in sanatoria in Comune, che a Perugia richiedono 30-45 giorni lavorativi
  • Giorno 15-20: richiesta atto di provenienza al notaio o all'archivio distrettuale; recupero dichiarazioni di conformità impianti o DiRi
  • Giorno 20-30: richiesta all'amministratore di condominio della liberatoria spese, regolamento, tabelle millesimali e ultimo verbale
  • Giorno 30-45: aggiornamento carta d'identità e — se sposato — estratto per riassunto atto di matrimonio in Comune (rilascio online tramite ANPR, gratuito, in 24 ore)

Simulazione costi documenti — bilocale a Perugia (Elce)

Per orientarti sui costi reali, ecco la stima 2026 per un bilocale di 65 mq in classe D nel quartiere Elce (Perugia), venduto in autonomia dal proprietario. L'immobile è di seconda mano, con impianti da adeguare e senza difformità catastali:

  • APE con tecnico abilitato locale: 180 €
  • Visura catastale + planimetria + visura ipotecaria via SISTER: 28 €
  • Copia autentica atto di provenienza (notaio in attività): 60 €
  • Liberatoria condominiale + copia regolamento (contributo amministratore): 90 €
  • Rinnovo carta d'identità elettronica in Comune: 22 €
  • Totale documenti: circa 380 €, tempi 15-20 giorni lavorativi

Errori documentali più frequenti (e come evitarli nel 2026)

Dopo oltre trent'anni di rogiti a Perugia e Spoleto abbiamo mappato i tre errori che più spesso fanno saltare o rinviare le compravendite. Riconoscerli in anticipo ti fa risparmiare settimane e migliaia di euro:

  • Planimetria mai aggiornata dopo un intervento anni '90-2000: il proprietario ha spostato in buona fede una parete o chiuso una veranda senza pratica edilizia. La conformità catastale non passa e il notaio blocca il rogito finché non arriva la DOCFA (e, se serve, la sanatoria comunale)
  • Prima casa venduta senza controllo dei 5 anni: si scopre solo mesi dopo, con l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per il recupero delle imposte agevolate + sanzione 30% + interessi. Verifica sempre la data del tuo rogito iniziale prima di firmare la nuova vendita
  • Liberatoria condominiale firmata «al buio»: l'amministratore firma senza allegare l'estratto conto aggiornato e mesi dopo escono arretrati straordinari deliberati ma non comunicati. Chiedi sempre la liberatoria accompagnata dall'estratto conto individuale e dall'elenco delle delibere pendenti

Due casi reali in Umbria (2026)

Come si traduce la checklist in una trattativa vera? Ecco due situazioni ricorrenti nel nostro portafoglio, con le criticità documentali che hanno rischiato di far saltare l'operazione.

  • Trilocale a San Sisto (Perugia) — La proprietaria vendeva un appartamento anni '80 mai aggiornato dopo la chiusura di una veranda del 1998. In sede di preliminare l'acquirente ha chiesto la conformità catastale: DOCFA di aggiornamento con geometra (720 €) e CILA in sanatoria ex art. 36-bis DPR 380/2001 come riformato dalla L. 105/2024 (oblazione 1.032 € al Comune di Perugia). Tempi: 42 giorni. Il rogito è slittato di 6 settimane ma la vendita si è chiusa al prezzo pieno grazie alla trasparenza dichiarata in proposta
  • Casa indipendente a Beroide (Spoleto) — Immobile costruito nel 1962, quindi ante L. 765/1967 e senza obbligo di agibilità formale. L'acquirente chiedeva comunque le dichiarazioni di conformità impianti, mai rilasciate. Soluzione: DiRi (dichiarazione di rispondenza) ex art. 7 c. 6 DM 37/2008 redatta da tecnico con oltre 5 anni di esperienza per impianto elettrico e termico (900 € complessivi), clausola in atto di esonero del venditore dalla garanzia per vizi impiantistici oltre la DiRi. Sconto negoziato sul prezzo: 4.500 € per adeguamenti stimati. Rogito in 30 giorni

Fonti ufficiali

Fonti primarie e istituzionali consultate per redigere questa guida.

  1. Normattiva Codice civile — art. 2650 (continuità delle trascrizioni) e art. 63 disp. att. (spese condominiali) (consultata il 19 lug 2026)
  2. Normattiva L. 52/1985 art. 29 c. 1-bis — conformità catastale oggettiva (introdotto dal DL 78/2010) (consultata il 19 lug 2026)
  3. Normattiva D.Lgs. 192/2005 art. 6 e 15 — obblighi APE e sanzioni per omessa indicazione classe energetica (consultata il 19 lug 2026)
  4. Normattiva DL 69/2024 convertito in L. 105/2024 «Salva Casa» — tolleranze costruttive e sanatorie edilizie (consultata il 19 lug 2026)
  5. Normattiva D.Lgs. 231/2007 come modificato da L. 197/2022 — soglia contanti 5.000 € (consultata il 19 lug 2026)
  6. Agenzia delle Entrate Servizi di Pubblicità Immobiliare (SISTER) — visure e ispezioni ipotecarie (consultata il 19 lug 2026)
  7. Agenzia delle Entrate Guida «L'acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni» (edizione 2026) (consultata il 19 lug 2026)
  8. Consiglio Nazionale del Notariato Vademecum acquisto immobile: continuità delle trascrizioni e conformità catastale (consultata il 19 lug 2026)

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Domande frequenti

Quali documenti servono per vendere casa nel 2026?

I 10 documenti chiave sono: atto di provenienza, APE, visura e planimetria catastale, visura ipotecaria, certificato di agibilità (per immobili post 1967), liberatoria condominiale e regolamento di condominio, dichiarazioni di conformità degli impianti, tracce di caparre e acconti, documenti di identità e stato civile, documentazione fiscale (detrazioni in corso, prima casa, immobile locato o donato).

L'APE è obbligatorio anche per pubblicare l'annuncio?

Sì. Dal 2013 la classe energetica va indicata già nell'annuncio, pena sanzione da 500 a 3.000 € a carico di venditore e agenzia. L'APE ha validità 10 anni e va consegnato al rogito. Il costo tipico per un appartamento è 150-350 € e serve un tecnico abilitato iscritto agli elenchi regionali.

Cosa succede se planimetria catastale e stato reale non coincidono?

Il notaio non può rogitare se manca la conformità oggettiva (DL 78/2010). Le difformità (tramezzi spostati, bagni aggiunti, verande chiuse) vanno sanate con una pratica DOCFA di aggiornamento a cura di un tecnico abilitato prima del rogito. Costo tipico 400-1.200 € più eventuali sanzioni edilizie se le opere sono anche difformi dai titoli edilizi comunali.

Posso vendere casa senza certificato di agibilità?

Sì, ma dipende dall'anno di costruzione. Per immobili costruiti prima del 1° settembre 1967 il certificato non è mai stato obbligatorio: la sua assenza si dichiara in atto senza conseguenze. Per fabbricati più recenti, l'assenza va comunque dichiarata: l'acquirente può accettarla scontando il prezzo o chiedere che l'agibilità venga ottenuta prima del rogito.

Chi paga le spese condominiali arretrate se le scopro dopo il rogito?

L'art. 63 disp. att. cod. civ. rende acquirente e venditore obbligati in solido per le spese dell'anno in corso e del precedente. Se l'acquirente paga arretrati non dichiarati può rivalersi sul venditore. Per questo il rogito richiede la liberatoria dell'amministratore aggiornata alla data dell'atto: non chiuderla mai senza.

Le dichiarazioni di conformità degli impianti sono obbligatorie?

No per la validità del rogito: le parti possono accordarsi per iscritto e vendere l'immobile con impianti da adeguare, riducendo il prezzo. Molti acquirenti però le chiedono per stimare eventuali costi di rifacimento. Se non le hai, dichiaralo trasparentemente fin dall'annuncio per evitare rinegoziazioni dell'ultimo minuto.

Quanto tempo prima di vendere devo iniziare a preparare i documenti?

Almeno 30-45 giorni prima di pubblicare l'annuncio. APE, visura ipotecaria e liberatoria condominiale sono immediati o quasi; atto di provenienza dall'archivio notarile può richiedere 2-3 settimane; una DOCFA di aggiornamento catastale 4-6 settimane. Chi si affida a un'agenzia riceve una checklist iniziale e un supporto tecnico per raccogliere tutto in parallelo alla valutazione dell'immobile.

Le detrazioni per ristrutturazioni si trasferiscono all'acquirente?

Sì, salvo diverso accordo scritto in atto. L'art. 16-bis c. 8 TUIR prevede che le quote residue di Bonus Ristrutturazione 50%, Ecobonus e Sismabonus si trasferiscano automaticamente all'acquirente insieme all'immobile. Se preferisci trattenerle, inserisci una clausola esplicita nel rogito e conserva fatture, bonifici parlanti e comunicazioni ENEA. Nel 2026 il Bonus Ristrutturazione è al 50% solo per l'abitazione principale (36% per gli altri immobili).

Ho un mutuo ancora attivo: posso vendere lo stesso?

Sì. Al rogito il notaio riceve dall'acquirente il saldo, ne trattiene la quota necessaria a estinguere il tuo mutuo residuo e la gira alla tua banca; il resto lo incassi tu. L'ipoteca viene cancellata dopo l'estinzione con la procedura semplificata Bersani (art. 40-bis TUB), senza atto notarile e senza costi. Chiedi in banca il conteggio estintivo aggiornato almeno 15 giorni prima del rogito.

Se vendo entro 5 anni dall'acquisto pago sempre la plusvalenza?

No. La plusvalenza è tassata solo se l'immobile non è stata abitazione principale tua o di un tuo familiare per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita (art. 67 c. 1 lett. b TUIR). Se è stata prima casa non paghi nulla, anche vendendo a 3 anni. Se è tassabile, puoi chiedere in atto l'imposta sostitutiva del 26% al notaio, evitando l'IRPEF ordinaria: valuta con il commercialista quale opzione ti conviene.

Il DL Salva Casa cambia i documenti da preparare?

Non riduce la checklist ma amplia le tolleranze costruttive (art. 34-bis DPR 380/2001) e semplifica alcune sanatorie edilizie e igienico-sanitarie. In pratica: difformità minori che prima bloccavano il rogito ora possono essere dichiarate dal progettista senza sanatoria formale. Continua a servire l'aggiornamento catastale se lo stato di fatto non coincide con la planimetria depositata: la novità non tocca la conformità oggettiva prevista dalla L. 52/1985.