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Costi acquisto

Spese notarili e imposte per l'acquisto casa nel 2026

A Perugia e Spoleto, tra il compromesso e il rogito, un compratore su tre scopre che le spese accessorie valgono il doppio di quanto immaginava: 8.000 € su una prima casa da privato, oltre 25.000 € su una nuova da costruttore. Non è un caso, è come funziona la fiscalità immobiliare italiana nel 2026. Qui trovi tutti i numeri, aliquota per aliquota, con esempi calcolati sul mercato locale.

Comprare casaAggiornato il 22 luglio 2026· 15 min di lettura

Comprare casa in Umbria nel 2026 significa fare i conti con due prezzi: quello concordato col venditore e quello che il notaio ti chiede il giorno del rogito. Il secondo — imposte, onorario, agenzia, spese mutuo — pesa dal 4-5% per una prima casa d'occasione da privato fino a superare il 10% per una villetta nuova da costruttore. Conoscerlo prima di firmare la proposta è la differenza tra chiudere sereni e ritrattare all'ultimo istante.

Nel 2026 il quadro normativo è stabile: nessuna riforma del regime prezzo-valore (art. 1 c. 497 L. 266/2005), aliquote di registro invariate al 2% e 9% (art. 1 Tariffa Parte I TUR DPR 131/1986), IVA 4/10/22% per gli acquisti da impresa in periodo IVA e imposta sostitutiva mutui ferma allo 0,25% per la prima casa (art. 18 DPR 601/1973). Le uniche novità reali toccano i mutui — dopo la fine del bonus under-36 il 31/12/2023 resta operativo il Fondo di garanzia CONSAP prorogato fino al 31/12/2027 dalla L. 207/2024 — e il perimetro dei benefici prima casa aggiornato dalla stessa legge (24 mesi per alienare l'ex prima casa senza decadenza).

In questa guida trovi: la fotografia completa delle cinque voci di spesa, il funzionamento del regime prezzo-valore con i moltiplicatori corretti, quattro simulazioni numeriche calcolate su prezzi reali di Perugia e Spoleto, il calcolo puntuale di ogni imposta e come leggere il preventivo del notaio senza sorprese.

Le cinque voci che compongono il costo reale

Chi vende ti mostra il prezzo dell'immobile. Chi compra deve invece ragionare sul costo pieno dell'operazione, che oltre al prezzo somma cinque famiglie di spese diverse tra loro per natura, destinatario e base imponibile. Tenerle separate aiuta a costruire il budget e a leggere criticamente il preventivo notarile — dove tutto arriva insieme in un unico F24.

  • Imposte d'atto — registro (o IVA) più ipotecaria e catastale: 3-4% del valore catastale per la prima casa da privato, fino al 10-22% del prezzo per acquisti in regime IVA. Le versa il notaio in nome e per conto tuo.
  • Onorario notarile — parcella libera dal 2006 (art. 2 DL 223/2006): 1.800-3.200 € per un rogito standard sotto i 250.000 €, 2.800-4.500 € se si aggiunge la stipula del mutuo nello stesso atto pubblico.
  • Provvigione dell'agenzia immobiliare — usualmente 3% + IVA a carico dell'acquirente (art. 1755 c.c.), pagata alla proposta accettata o al preliminare, mai al rogito.
  • Spese del mutuo — istruttoria bancaria 0,5-1% del capitale, perizia dell'estimatore 250-450 €, imposta sostitutiva 0,25% (prima casa) o 2% (altre) ex art. 18 DPR 601/1973, assicurazione incendio-scoppio obbligatoria per legge (art. 21 L. 108/1996).
  • Micro-costi accessori — visure ipo-catastali aggiornate, bolli, diritti di conservatoria, voltura catastale: 200-500 € complessivi.

Regime prezzo-valore: il vantaggio più sottovalutato

Il regime prezzo-valore, introdotto dall'art. 1 c. 497 della L. 266/2005 e pienamente confermato dalla Corte Costituzionale (sent. 6/2014), è la ragione per cui gli acquisti fra privati costano oggi molto meno delle cifre che circolano nei bar. La regola è semplice: quando l'acquirente è una persona fisica che non agisce nell'esercizio di impresa, arte o professione, e l'immobile è abitativo (categoria A escluso A/10) con relative pertinenze (C/2, C/6, C/7), le imposte d'atto si calcolano sul valore catastale, non sul prezzo dichiarato.

Serve una richiesta esplicita in atto («l'acquirente chiede l'applicazione dell'art. 1 c. 497 L. 266/2005») e la dichiarazione contestuale del prezzo effettivamente pagato. In cambio si ottiene una doppia tutela: base imponibile ridotta e riduzione del 30% dell'onorario notarile prevista dalla stessa norma. Il valore catastale si costruisce così: rendita catastale × 1,05 (rivalutazione ex L. 662/1996) × moltiplicatore.

  • Prima casa (con agevolazioni Nota II-bis): moltiplicatore 110 — valore catastale = rendita × 1,05 × 110 = rendita × 115,5
  • Altra abitazione (seconda casa, casa vacanza, immobile locato): moltiplicatore 120 — valore catastale = rendita × 1,05 × 120 = rendita × 126
  • Uffici A/10 e negozi C/1: fuori dal prezzo-valore, ma esistono moltiplicatori dedicati (60 per A/10, 40,8 per C/1) usati in altri contesti fiscali
  • Fabbricati gruppo B (collegi, biblioteche): moltiplicatore 140 con rivalutazione 1,4 anziché 1,05
  • Aree edificabili, terreni agricoli e immobili non abitativi: prezzo-valore non applicabile, si paga sul corrispettivo pattuito

Acquisto da privato: registro 2% o 9% sul valore catastale

Quando il venditore è un privato — o un'impresa che vende oltre i cinque anni dalla fine lavori senza optare per l'IVA (art. 10 c. 1 n. 8-bis DPR 633/1972) — la vendita è esente IVA e sconta l'imposta di registro proporzionale.

L'aliquota dipende dalla destinazione dichiarata: 2% se l'acquirente rispetta i requisiti prima casa della Nota II-bis all'art. 1 Tariffa TUR (residenza nel comune entro 18 mesi, non possedere altra abitazione nello stesso comune, non essere titolare a livello nazionale di altra prima casa non venduta entro 24 mesi), 9% in tutti gli altri casi. Le imposte ipotecaria e catastale sono forfettarie: 50 € ciascuna, quindi 100 € complessivi, indipendentemente dal valore.

Attenzione a un fraintendimento diffuso: l'imposta di registro sotto il regime prezzo-valore ha un minimo di 1.000 € anche se il calcolo proporzionale darebbe importi inferiori (art. 10 D.Lgs. 23/2011). Su rendite molto basse l'aliquota effettiva può quindi salire.

Acquisto da impresa in periodo IVA: 4%, 10% o 22% sul prezzo

Se compri da un'impresa costruttrice o ristrutturatrice entro cinque anni dalla fine lavori (o oltre, ma con opzione IVA esplicitata in atto) la cessione è imponibile IVA. Cambia sia la base imponibile — non più il catastale ma il corrispettivo dichiarato — sia la struttura delle imposte fisse.

  • Prima casa non di lusso (categoria diversa da A/1, A/8, A/9): IVA 4% sul prezzo + registro 200 € + ipotecaria 200 € + catastale 200 € = 600 € di fisse
  • Altra abitazione non di lusso: IVA 10% sul prezzo + 600 € di fisse
  • Casa di lusso (A/1 signorile, A/8 villa, A/9 castello/palazzo di pregio): IVA 22% sul prezzo + 600 € di fisse, senza possibilità di agevolazione prima casa
  • Terreno edificabile da impresa: IVA 22% sul prezzo + 200 € fisse
  • Fabbricato strumentale (uffici, negozi) da impresa: regime speciale con IVA per opzione + registro 1% + ipotecaria 3% + catastale 1%

Come si costruisce l'onorario del notaio (e come confrontare i preventivi)

Le tariffe minime notarili sono state abolite dal DL Bersani (DL 223/2006, convertito nella L. 248/2006): oggi ogni notaio applica il proprio tariffario. Sotto la voce «onorario» in preventivo trovi in realtà tre cose distinte: la parcella del professionista, i diritti e i rimborsi (visure, ispezioni ipotecarie, voltura catastale, bolli), le imposte da versare all'Erario. Solo la prima è negoziabile.

Per un rogito standard su prima casa da 200.000 € senza mutuo, a Perugia nel 2026 la forbice è 1.800-3.200 € di sola parcella. Con il mutuo si aggiunge un secondo atto pubblico e la parcella complessiva sale a 2.800-4.500 €. Un consiglio pratico: quando confronti due preventivi, isola le tre componenti — non serve a nulla scoprire che «il preventivo A è 500 € più basso» se poi A ha dimenticato di conteggiare la voltura catastale.

La scelta del notaio spetta all'acquirente (regola consuetudinaria: chi paga sceglie). Se il venditore o l'agenzia insistono per un nome specifico senza motivo, chiedi conto: non c'è nulla di illegale in un notaio segnalato, ma il rapporto fiduciario è tuo. Ricorda infine la riduzione automatica del 30% sull'onorario ex L. 266/2005 c. 497 quando applichi il prezzo-valore: verifica che compaia nel preventivo prima di firmare l'accordo di incarico.

Spese del mutuo: perché lo 0,25% cambia tutto

Se finanzi l'acquisto con un mutuo ipotecario, il notaio stipula contestualmente al rogito un secondo atto pubblico di erogazione con iscrizione ipotecaria. Sul capitale erogato la banca — sostituto d'imposta — trattiene e versa l'imposta sostitutiva delle imposte di registro, ipotecarie, catastali, bollo e concessioni governative (art. 15 DPR 601/1973).

  • Prima casa: aliquota 0,25% del capitale mutuato
  • Altre finalità (seconda casa, ristrutturazione, liquidità): aliquota 2% del capitale mutuato
  • Istruttoria bancaria: 0,5-1% del capitale, spesso con minimo 300-500 € (varia da istituto a istituto — Intesa, Unicredit, BPER e Banco Desio operano tutti a Perugia con condizioni diverse)
  • Perizia dell'estimatore incaricato dalla banca: 250-450 € forfettari, addebitati alla prima rata o trattenuti sull'erogato
  • Assicurazione incendio e scoppio: obbligatoria per legge, premi da 80 a 250 €/anno per polizze base; le polizze vita-mutuo sono facoltative e vanno esaminate con attenzione perché incidono sul TAEG

Provvigione agenzia e regole di trasparenza

L'agenzia immobiliare, iscritta al Ruolo mediatori presso la CCIAA competente, matura il diritto alla provvigione al momento della conclusione dell'affare (art. 1755 c.c.), che nella prassi coincide con l'accettazione della proposta o con la sottoscrizione del preliminare. Non con il rogito: se la trattativa salta dopo la proposta accettata per causa imputabile alle parti, la provvigione è comunque dovuta.

Per gli acquirenti persone fisiche a Perugia la percentuale corrente oscilla tra 2% e 4% + IVA. È buona norma che l'accordo sulla provvigione — importo, momento del pagamento, casi di rimborso — sia messo per iscritto nell'incarico di visione o nella proposta stessa, come impone anche il D.Lgs. 21/2014 in materia di trasparenza.

Nota — Primaimmobiliare.it: la nostra agenzia applica una provvigione del 4% + IVA, a fronte di un'offerta di servizi più ampia.

Esempio 1 — Bilocale in centro storico, Perugia, 175.000 € da privato

Appartamento di 65 mq in via dei Priori (rendita catastale 620 €), categoria A/3, acquisto come prima casa da privato senza mutuo. Valore catastale = 620 × 1,05 × 110 = 71.610 €.

  • Imposta di registro 2% × 71.610 = 1.433 € (sopra il minimo di 1.000 €)
  • Ipotecaria + catastale forfettarie = 100 €
  • Onorario notarile con riduzione 30% prezzo-valore = ~2.100 €
  • Provvigione agenzia 3% + IVA = ~6.405 €
  • Visure, bolli, voltura = ~350 €
  • Totale spese aggiuntive: ~10.388 € (5,9% del prezzo)
  • Costo pieno dell'operazione: 185.388 €

Esempio 2 — Trilocale a Ferro di Cavallo, Perugia, 210.000 € prima casa con mutuo 160.000 €

Appartamento 90 mq in zona semicentrale (rendita 780 €), acquisto prima casa da privato con mutuo ipotecario venticinquennale. Valore catastale = 780 × 1,05 × 110 = 90.090 €.

  • Registro 2% × 90.090 = 1.802 €
  • Ipo + catastale = 100 €
  • Onorario notarile (rogito + mutuo, con riduzione prezzo-valore) = ~3.400 €
  • Provvigione agenzia 3% + IVA = ~7.686 €
  • Istruttoria mutuo 0,75% × 160.000 = 1.200 €
  • Perizia = 350 €
  • Imposta sostitutiva 0,25% × 160.000 = 400 €
  • Assicurazione incendio-scoppio prima annualità = ~150 €
  • Micro-costi = ~400 €
  • Totale spese aggiuntive: ~15.488 € (7,4% del prezzo)
  • Costo pieno dell'operazione: 225.488 €

Esempio 3 — Seconda casa in campagna spoletina, 180.000 € da privato

Casale ristrutturato 110 mq nella campagna di Spoleto (rendita 950 €), categoria A/3, acquisto come seconda casa da privato senza mutuo. Valore catastale = 950 × 1,05 × 120 = 119.700 €.

  • Registro 9% × 119.700 = 10.773 €
  • Ipo + catastale = 100 €
  • Onorario notarile (senza mutuo, senza riduzione prezzo-valore per seconde case: non prevista) = ~2.800 €
  • Provvigione agenzia 3% + IVA = ~6.588 €
  • Visure, bolli, voltura = ~400 €
  • Totale spese aggiuntive: ~20.661 € (11,5% del prezzo)
  • Costo pieno dell'operazione: 200.661 €

Esempio 4 — Nuova costruzione da impresa, Perugia zona Prepo, 265.000 €

Appartamento nuovo 95 mq in classe energetica A, categoria A/3, acquisto prima casa da impresa costruttrice entro cinque anni dalla fine lavori, con mutuo 200.000 €.

  • IVA 4% × 265.000 = 10.600 €
  • Registro + ipotecaria + catastale fisse = 600 €
  • Onorario notarile (rogito + mutuo) = ~4.000 €
  • Provvigione agenzia: spesso a carico esclusivo del costruttore per il nuovo (verifica sempre in proposta) = 0-9.700 €
  • Istruttoria mutuo 0,75% × 200.000 = 1.500 €
  • Perizia = 400 €
  • Imposta sostitutiva 0,25% × 200.000 = 500 €
  • Assicurazione incendio-scoppio = ~180 €
  • Micro-costi = ~400 €
  • Totale con provvigione a carico dell'acquirente: ~27.880 € (10,5% del prezzo)
  • Totale senza provvigione: ~18.180 € (6,9% del prezzo)
  • Costo pieno dell'operazione: 283.180-292.880 €

Voci extra spesso dimenticate al primo preventivo

Se hai già ricevuto un preventivo notarile e sembra tutto tornare, controlla tre cose che di solito vengono aggiunte solo dopo. Prima: il contributo per il Fondo di garanzia CONSAP — quando accedi al Fondo prima casa (LTV oltre 80% o profilo giovane) la banca applica una commissione di 30-50 punti base sul capitale, che compare in TAEG ma non nel preventivo notarile. Seconda: le spese di voltura all'Ente locale per le utenze (Umbra Acque, gas, luce), che valgono 250-500 € complessivi e non passano dal notaio. Terza: le eventuali imposte arretrate su tributi locali (IMU, TARI) del venditore che, in caso di irreperibilità, il compratore può trovarsi a dover integrare tramite ravvedimento operoso.

Per una simulazione realistica considera un margine di sicurezza del 10% sulle spese aggiuntive stimate: è il buffer che ci consigliamo tra colleghi a Perugia dopo aver visto decine di rogiti con integrazioni dell'ultimo minuto.

Cosa aspettarsi nel biennio 2026-2027

Sul fronte fiscale il 2026 conferma la struttura del biennio precedente: nessuna modifica alle aliquote di registro né ai moltiplicatori catastali, prezzo-valore stabile, IVA immobiliare invariata. Le due partite aperte sono la revisione della fiscalità immobiliare inserita nella Delega fiscale (L. 111/2023, in fase di attuazione con decreti legislativi in emanazione) e l'aggiornamento del catasto, tema ricorrente ma senza tempistica certa: nel breve non ci sono impatti attesi sul calcolo del valore catastale.

Sul fronte credito, la proroga fino al 31 dicembre 2027 del Fondo di garanzia CONSAP prima casa (L. 207/2024, art. 1 c. 84) mantiene aperto l'accesso al mutuo per giovani coppie e nuclei ISEE fino a 40.000 €, con priorità per chi ha meno di 36 anni. Chi rientra nei parametri ha margine di manovra: mutui fino al 100% del valore e istruttorie più snelle presso gli istituti convenzionati (Intesa, Unicredit, BPER, Credem, Banco BPM tra i più attivi in Umbria).

Due casi reali in Umbria (2026)

Due preventivi effettivi elaborati nel primo semestre 2026, utili per confrontare gli ordini di grandezza delle voci fiscali e notarili.

  • Ponte San Giovanni (Perugia) — Prima casa da privato, prezzo 155.000 €, rendita catastale 612 €. Prezzo-valore applicato: base imponibile 68.985 € → imposta di registro 2% = 1.379 €, ipotecaria e catastale 50 € + 50 €. Onorario notaio 1.850 € + IVA + accessori: totale a rogito circa 3.750 €. Risparmio rispetto alla tassazione sul prezzo pieno: ~1.720 €.
  • Spoleto centro — Seconda casa da impresa costruttrice (vendita in regime IVA, cessione entro 5 anni), prezzo 198.000 €. IVA 10% = 19.800 €, registro/ipotecaria/catastale in misura fissa 200 € + 200 € + 200 €. Onorario notaio 2.100 € + IVA + visure e trascrizione: totale voci extra-IVA circa 3.500 €. Nota: qui il prezzo-valore non è applicabile perché la vendita è soggetta a IVA.

Fonti ufficiali

Fonti primarie e istituzionali consultate per redigere questa guida.

  1. Agenzia delle Entrate Guida — L'acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali (consultata il 17 lug 2026)
  2. Normattiva DPR 26 aprile 1986 n. 131 (TUR) — Testo unico Imposta di Registro (consultata il 17 lug 2026)
  3. Normattiva Legge 23 dicembre 2005 n. 266, art. 1 c. 497 — Regime prezzo-valore (consultata il 17 lug 2026)
  4. Normattiva DPR 29 settembre 1973 n. 601, art. 15 e 18 — Imposta sostitutiva sui finanziamenti (consultata il 17 lug 2026)
  5. Normattiva DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 10 c. 1 n. 8-bis — IVA cessioni fabbricati abitativi (consultata il 17 lug 2026)
  6. Normattiva Legge 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025), art. 1 c. 84 — Proroga Fondo CONSAP (consultata il 17 lug 2026)
  7. Corte Costituzionale Sentenza n. 6 del 23 gennaio 2014 — Legittimità regime prezzo-valore (consultata il 17 lug 2026)
  8. Consiglio Nazionale del Notariato Studi e prassi in materia di imposte d'atto e prezzo-valore (consultata il 17 lug 2026)

Domande frequenti

Nel 2026 il regime prezzo-valore è ancora vigente?

Sì. L'art. 1 c. 497 della L. 266/2005 non è stato modificato: chi acquista come persona fisica un immobile abitativo (categoria A escluso A/10) e relative pertinenze da un privato può ancora chiedere in atto che le imposte di registro, ipotecaria e catastale siano calcolate sul valore catastale anziché sul prezzo, ottenendo anche la riduzione del 30% sull'onorario notarile. La Corte Costituzionale ne ha confermato la legittimità con la sentenza 6/2014.

Come calcolo il valore catastale della casa che sto per comprare?

Prendi la rendita catastale (la trovi nella visura), moltiplicala per 1,05 (coefficiente di rivalutazione ex L. 662/1996) e poi per il moltiplicatore: 110 se acquisti come prima casa, 120 se come altra abitazione. Esempio pratico: rendita 700 € → valore catastale prima casa = 700 × 1,05 × 110 = 80.850 €. Su quella base si applica il 2% di registro.

Qual è la differenza tra imposta di registro 2% e IVA 4% per la prima casa?

L'imposta di registro 2% si applica quando compri da privato o da impresa fuori periodo IVA, e si calcola sul valore catastale (di norma il 40-60% del prezzo reale). L'IVA 4% si applica quando compri da impresa costruttrice entro 5 anni dalla fine lavori, e si calcola sul prezzo dichiarato in atto. A parità di prezzo, l'imposta effettiva è quasi sempre più bassa da privato: su un bilocale a 175.000 € puoi pagare 1.400 € da privato contro 7.000 € da costruttore.

L'imposta sostitutiva sul mutuo prima casa è davvero solo lo 0,25%?

Sì, l'aliquota è ferma allo 0,25% dell'importo mutuato per i finanziamenti destinati all'acquisto o alla costruzione della prima casa (art. 18 DPR 601/1973). Su un mutuo da 160.000 € si traduce in 400 € trattenuti dalla banca al momento dell'erogazione. Per mutui non prima casa (seconda casa, liquidità, ristrutturazione senza requisiti) l'aliquota è invece del 2%: sullo stesso capitale, 3.200 €.

Chi sceglie il notaio, il compratore o il venditore?

Per prassi consolidata lo sceglie il compratore, che è chi paga la parcella. Nulla vieta un accordo tra le parti su un notaio conosciuto da entrambi, ma se il venditore o l'agenzia insistono su un nome senza motivo apparente vale la pena chiedere chiarimenti: il rapporto fiduciario con il notaio è tuo, e il notaio deve garantire imparzialità (art. 1 L. 89/1913 e Codice deontologico notarile).

La provvigione dell'agenzia va pagata al rogito o prima?

Va pagata al momento in cui l'affare si considera concluso ai sensi dell'art. 1755 c.c., che nella prassi coincide con l'accettazione della proposta o con la firma del preliminare. Non al rogito. Questo significa anche che, se la trattativa salta dopo la proposta accettata per causa imputabile a una delle parti (non alla mediazione), la provvigione è comunque dovuta: motivo in più per firmare la proposta solo quando si è davvero decisi.

Se compro da un'impresa costruttrice l'IVA la posso detrarre?

Da persona fisica no. L'IVA sull'acquisto dell'abitazione da parte di un privato è a costo netto e non è detraibile. La detrazione IVA spetta solo a chi acquista come impresa o professionista con partita IVA, per immobili destinati all'attività: uno studio dentistico che compra i propri locali, un'impresa che compra un capannone. Per l'abitazione privata l'IVA resta un onere pieno.

Devo dichiarare in atto il prezzo reale o posso scendere sotto?

Devi dichiarare il prezzo effettivamente pagato. Sotto-dichiarare è reato (falso in atto pubblico ex art. 483 c.p. e occultamento del corrispettivo ex art. 72 DPR 131/1986) e comporta l'accertamento di valore da parte dell'Agenzia delle Entrate con sanzione dal 120% al 240% dell'imposta evasa. Il regime prezzo-valore protegge dall'accertamento fondato sul solo scostamento tra prezzo dichiarato e valori OMI, ma richiede che tu abbia dichiarato correttamente quanto pagato: proprio per questo va chiesto in atto in modo espresso.

Devo pensare anche a mobilio e trasloco nel budget totale?

Sì, sono spese che spesso vengono rimandate ma pesano molto sul primo semestre di vita nella nuova casa. Su un appartamento di 90 mq vuoto, considera 2.500-5.000 € di grandi elettrodomestici, 5.000-15.000 € di mobilio base a seconda dello stile, 400-1.500 € di trasloco, 300-600 € di allacciamenti e volture utenze (Umbra Acque, gas, luce), 800-2.500 € di piccoli lavori di adattamento (imbiancatura, tende, illuminazione). Totale realistico di insediamento: 9.000-24.500 € oltre al rogito.

Con il Fondo CONSAP prima casa cambia qualcosa nelle spese notarili?

No, le spese notarili non cambiano: il Fondo di garanzia prima casa (prorogato al 31/12/2027 dalla L. 207/2024) opera solo sul lato bancario, garantendo fino al 50% (o 80% per categorie prioritarie) della quota capitale del mutuo che eccede l'80% del valore. Il costo del rogito, dell'imposta sostitutiva e degli oneri accessori resta identico. L'unica voce che si aggiunge in TAEG è la commissione di garanzia trattenuta dalla banca, che vale 30-50 punti base sul capitale.

Calcolatore costi d'acquisto casa 2026

Stima tutte le spese oltre al prezzo: registro o IVA, ipo-catastali, notaio, sostitutiva mutuo, provvigione. Tarato su prassi Perugia e Spoleto.

RegimePrezzo-valore
Imposta di registro 2%
Registro 2% prima casa (Nota II-bis) su valore catastale
1700 €
Imposta ipotecaria (fissa)
50 €
Imposta catastale (fissa)
50 €
Imposta sostitutiva mutuo 0,25%
0,25% prima casa (art. 18 DPR 601/1973)
440 €
Istruttoria mutuo + perizia bancaria
Range di mercato istituti principali
900 €
700 €1100 €
Onorario notaio (rogito + mutuo)
Parcella libera dal 2006 (art. 2 DL 223/2006) — stima Umbria 2026
3337 €
2767 €3906 €
Provvigione agenzia 4% + IVA
IVA 22% inclusa — art. 1755 c.c., a carico dell'acquirente
10.736 €
Perizia di parte + visure (facoltativa ma consigliata)
Geometra/architetto di fiducia
500 €
400 €600 €
Totale spese17.713 €
Range16.843 €18.582 €
Costo totale operazione237.713 €
8.1% di spese sul prezzo
  • Applicato il regime prezzo-valore (art. 1 c. 497 L. 266/2005): il registro si calcola sul valore catastale, non sul prezzo. Va richiesto espressamente in atto.
  • Agevolazione prima casa (Nota II-bis TUR): serve residenza nel Comune entro 18 mesi e non possedere altra prima casa in Italia.

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