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Under 36

Agevolazioni prima casa under 36 nel 2026: cosa resta davvero

Nel 2026 l'agevolazione fiscale straordinaria "prima casa under 36" (esenzione di registro, ipotecaria, catastale e credito IVA) non è più applicabile ai nuovi acquisti: era prevista dal DL 73/2021 e la Legge di Bilancio 2024 ha chiuso definitivamente la finestra al 31 dicembre 2024. Restano però due strumenti concreti per chi ha meno di 36 anni e compra la prima casa: le agevolazioni fiscali ordinarie "prima casa" (valide a ogni età) e il Fondo di Garanzia Prima Casa Consap con garanzia elevata all'80% del mutuo, prorogato dalla Legge di Bilancio 2025 fino al 31 dicembre 2027. Qui spieghiamo cosa è cambiato, cosa spetta oggi davvero e come si costruisce l'operazione a Perugia o Spoleto.

Fiscalità immobiliareAggiornato il 24 luglio 2026· 11 min di lettura

Se hai meno di 36 anni e stai valutando di comprare la prima casa nel 2026, la domanda che senti più spesso — al bar, sui forum, dai colleghi — è quasi sempre la stessa: "esiste ancora il bonus under 36?". La risposta onesta è che quel bonus, quello fatto di esenzione totale dell'imposta di registro, dell'ipotecaria, della catastale e del credito d'imposta pari all'IVA, non c'è più per chi firma il rogito nel 2026. È stato introdotto in piena pandemia con il DL 73/2021 e la sua ultima proroga, prevista dalla Legge di Bilancio 2024, ha coperto solo i preliminari registrati entro il 31 dicembre 2023 e i rogiti stipulati entro il 31 dicembre 2024. Da lì in avanti nessun provvedimento — né la Legge di Bilancio 2025 né i decreti fiscali successivi — ha riaperto quella finestra.

Detto questo, chi ha meno di 36 anni non è a mani vuote. Restano due leve serie: le agevolazioni fiscali ordinarie "prima casa", che valgono per qualunque acquirente e riducono in modo significativo il costo del rogito, e il Fondo di Garanzia per la Prima Casa gestito da Consap, che per gli under 36 con ISEE fino a 40.000 euro può portare la garanzia pubblica sul mutuo fino all'80% dell'importo finanziato. Questa seconda misura, spesso più decisiva della prima, è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) fino al 31 dicembre 2027. Nel resto della guida chiariamo esattamente cosa spetta oggi, cosa no, come si combinano le due misure e cosa cambia in pratica per chi compra a Perugia o Spoleto.

Cosa era il bonus prima casa under 36 e perché è finito

L'agevolazione fiscale "prima casa under 36" nasce con l'articolo 64, commi 6-11, del DL 73/2021 (decreto Sostegni bis). Nella versione originaria si applicava agli atti stipulati tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022 e prevedeva due benefici cumulativi: l'esenzione totale dall'imposta di registro, dall'imposta ipotecaria e dall'imposta catastale per gli acquisti da privato o da impresa in esenzione IVA, e un credito d'imposta di importo pari all'IVA corrisposta al venditore per gli acquisti soggetti a IVA (tipicamente da impresa costruttrice, con IVA al 4% sulla prima casa). In più, era prevista l'esenzione dall'imposta sostitutiva sui mutui erogati per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della prima casa.

Per accedere servivano due requisiti soggettivi che il notaio verificava al rogito: non aver compiuto 36 anni nell'anno solare in cui si stipulava l'atto e avere un ISEE non superiore a 40.000 euro annui, calcolato con la DSU in corso di validità (l'Agenzia delle Entrate ha chiarito nella circolare 12/E/2021 che l'ISEE va riferito ai redditi del secondo anno solare precedente). Restavano fermi tutti i requisiti oggettivi della "prima casa" ordinaria: immobile non censito nelle categorie catastali di lusso A/1, A/8, A/9, residenza nel comune entro 18 mesi, assenza di altre abitazioni nel medesimo comune, assenza di altre "prime case" agevolate sull'intero territorio nazionale.

Il termine di applicazione è stato prorogato più volte — Bilancio 2022, decreto Aiuti bis, Bilancio 2023 — fino ad arrivare alla proroga finale della Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 55), che ha esteso il regime ai soli atti stipulati entro il 31 dicembre 2024 a condizione che il preliminare fosse stato registrato entro il 31 dicembre 2023. Da quella data in poi la misura è definitivamente cessata: né la Legge di Bilancio 2025 né la Legge di Bilancio 2026 hanno reintrodotto o prorogato l'agevolazione fiscale straordinaria. Chi firma oggi il rogito nel 2026 non può quindi appellarsi al vecchio "bonus under 36" fiscale, indipendentemente dall'età e dall'ISEE.

Cosa spetta oggi: agevolazioni prima casa ordinarie (a ogni età)

Anche senza bonus dedicato under 36, chi acquista l'abitazione principale può usare le agevolazioni fiscali "prima casa" ordinarie, che valgono per chiunque abbia i requisiti oggettivi previsti dalla nota II-bis all'art. 1 della Tariffa parte prima del DPR 131/1986. In pratica il carico fiscale sul rogito scende in modo netto rispetto all'aliquota ordinaria del 9% (o del 10-22% per gli acquisti soggetti a IVA da impresa).

Ecco cosa si applica in concreto nel 2026:

  • Acquisto da privato o da impresa in esenzione IVA: imposta di registro al 2% (calcolata sul valore catastale se si opta per il meccanismo del prezzo-valore), imposta ipotecaria fissa di 50 €, imposta catastale fissa di 50 €
  • Acquisto da impresa costruttrice o ristrutturatrice con vendita soggetta a IVA: IVA al 4% sul prezzo, imposta di registro fissa 200 €, imposta ipotecaria fissa 200 €, imposta catastale fissa 200 €
  • Esclusione automatica per immobili censiti A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio), a prescindere dal prezzo
  • Obbligo di trasferire la residenza nel comune dove si trova l'immobile entro 18 mesi dal rogito, o di dimostrare che lì si svolge già la propria attività lavorativa o di studio
  • Non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà o godimento su altra casa nel medesimo comune, e non essere titolare — nemmeno per quote — di altra prima casa già agevolata su tutto il territorio nazionale (salvo la rivendita entro un anno prevista dall'art. 1, comma 55, L. 208/2015)

La misura che resta davvero utile: Fondo Consap con garanzia 80% per under 36

Il vero strumento che il legislatore ha lasciato in campo per i giovani è il Fondo di Garanzia per la Prima Casa, istituito dall'art. 1 c. 48 lett. c) della L. 147/2013 e gestito operativamente da Consap S.p.A. per conto del Ministero dell'Economia. In via ordinaria il Fondo copre il 50% della quota capitale del mutuo; per alcune categorie prioritarie — tra cui i giovani che non hanno compiuto 36 anni con ISEE non superiore a 40.000 euro — e solo per mutui con rapporto tra importo del finanziamento e prezzo dell'immobile (LTV) superiore all'80%, la garanzia può salire fino all'80% della quota capitale.

Cosa cambia in pratica? Con una garanzia pubblica così alta, la banca può erogare fino al 100% del prezzo di acquisto anche senza chiedere al giovane compratore un anticipo del 20% o del 30%, che è la vera barriera per chi lavora da pochi anni. Il mutuo non può comunque superare 250.000 euro di importo garantito. La misura, dopo diverse proroghe, è stata estesa dall'art. 1 c. 116 della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) fino al 31 dicembre 2027, con ampliamento anche alle famiglie numerose (tre o più figli minori di 21 anni, con soglie ISEE crescenti).

Attenzione a un aspetto che si legge poco: il Fondo agevola l'accesso al credito, non riduce il tasso applicato dalla banca né sostituisce l'istruttoria creditizia. La banca continua a valutare autonomamente reddito, sostenibilità della rata (rapporto rata/reddito che di solito resta sotto il 30-35%), stabilità contrattuale e centrale rischi. Il valore del Fondo sta nell'aprire la porta a chi ha reddito buono ma poca liquidità di partenza, non nel garantire in automatico l'approvazione della pratica.

Requisiti concreti per la garanzia Consap all'80%

Perché il Fondo salga dalla quota ordinaria del 50% alla quota prioritaria fino all'80% devono coesistere tutti i seguenti elementi. Se anche uno solo salta, il mutuo può essere comunque assistito dal Fondo, ma con la garanzia ordinaria al 50%, che in pratica non permette LTV oltre l'80% se non con condizioni più severe.

  • Età anagrafica: non aver ancora compiuto 36 anni alla data della domanda alla banca (il compimento avviene il giorno del 36° compleanno, non nell'anno solare)
  • ISEE: valore ISEE ordinario in corso di validità non superiore a 40.000 euro (occorre DSU aggiornata; se l'ISEE supera anche di pochi euro la soglia, la banca non può richiedere la garanzia prioritaria)
  • Loan to Value: importo del mutuo richiesto superiore all'80% del prezzo dell'immobile, comprensivo di eventuali oneri accessori (il calcolo si fa sul prezzo di acquisto o sul valore di perizia se inferiore)
  • Destinazione: acquisto della prima casa di abitazione, oppure acquisto con accollo di mutuo o combinato con interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, purché l'immobile non sia di lusso (A/1, A/8, A/9)
  • Importo massimo del mutuo garantito: 250.000 euro (il finanziamento può essere anche più alto ma la garanzia si ferma su questa soglia)
  • Assenza di altri immobili a uso abitativo di proprietà, salvo quelli acquisiti per successione a titolo gratuito e goduti in comunione con fratelli o sorelle

Simulazione concreta: giovane coppia che compra a Perugia (Elce)

Prendiamo un caso realistico che vediamo spesso in agenzia. Marta ha 32 anni e lavora a tempo indeterminato in un centro di ricerca vicino all'ospedale Santa Maria della Misericordia; Luca ha 34 anni ed è ingegnere dipendente. ISEE del nucleo 33.500 euro. Vogliono comprare un trilocale ristrutturato di 85 mq a Elce, zona università, prezzo di acquisto 158.000 € da privato (rendita catastale 620 €). Non hanno altri immobili e non hanno mai usato agevolazioni prima casa.

Sul fronte fiscale non possono usare il vecchio bonus under 36 (non è più applicabile), ma accedono senza problemi alle agevolazioni prima casa ordinarie: chiedono al notaio il meccanismo del prezzo-valore, così la base imponibile diventa il valore catastale (620 × 115,5 = 71.610 €). Registro al 2% su 71.610 = 1.432,20 €, ipotecaria 50 €, catastale 50 €. In totale 1.532 € di imposte al rogito, contro i circa 6.500 € che pagherebbero se il venditore fosse impresa senza IVA e senza prezzo-valore, o i 14.220 € dell'aliquota ordinaria al 9% senza agevolazione.

Sul fronte credito chiedono un mutuo di 140.000 € (LTV 88,6%) a 30 anni. Poiché sono entrambi under 36 con ISEE sotto 40.000, la banca può chiedere l'accesso al Fondo Consap con garanzia elevata fino all'80% della quota capitale: la pratica supera l'istruttoria e viene deliberata anche in assenza di un anticipo del 20% (i risparmi di Marta e Luca coprono spese notarili, agenzia, imposte e piccola quota di anticipo). Costo totale dell'operazione al rogito, comprese spese notarili, provvigione al 4% + IVA e imposte agevolate: circa 12.500 € contro i 20.000-22.000 € che avrebbero pagato senza agevolazioni prima casa e senza garanzia pubblica sul mutuo. Il vero risparmio, in un caso come questo, sta molto più nella garanzia Consap che nell'agevolazione fiscale.

Come si presenta la domanda e cosa serve per il mutuo Consap

La domanda per la garanzia del Fondo non si presenta direttamente a Consap ma si passa sempre attraverso la banca aderente, che gestisce l'iter online sul portale dedicato. Ecco l'ordine reale delle cose, quello che a Perugia e Spoleto vediamo funzionare senza intoppi:

  • Prima verifica bancabile: si chiede a due o tre istituti aderenti al Fondo un preventivo indicativo con simulazione di rata e LTV, allegando ultima busta paga, CU dell'anno precedente, ISEE ordinario in corso di validità
  • Scelta dell'immobile e proposta d'acquisto: nella proposta si inserisce la condizione sospensiva di ottenimento del mutuo entro un termine congruo (di norma 45-60 giorni), che tutela il giovane compratore se la banca non delibera
  • Preliminare di compravendita registrato entro 20 giorni dalla sottoscrizione (30 se stipulato per atto notarile), con versamento della caparra confirmatoria
  • Domanda formale di mutuo alla banca prescelta: si allega documentazione reddituale completa (ultime due CU o due dichiarazioni dei redditi, ultime tre buste paga, contratto di lavoro), ISEE ordinario in corso di validità, planimetria catastale e visura dell'immobile, preliminare registrato, APE
  • La banca inoltra a Consap la richiesta di accesso al Fondo con l'indicazione della garanzia prioritaria all'80%: la piattaforma risponde in tempi molto rapidi (spesso pochi giorni) e la banca prosegue con perizia dell'immobile e delibera creditizia
  • Rogito notarile: al momento dell'atto vengono liquidate contestualmente compravendita e mutuo, e si applicano le agevolazioni fiscali prima casa ordinarie (registro 2%, ipot. e cat. 50 €)

Cosa cambia in Umbria e a Perugia rispetto ad altre città

Il quadro normativo è nazionale, non ci sono differenze regionali sulle agevolazioni prima casa né sull'accesso al Fondo Consap. Cambia però il contesto di mercato, e in un mercato come quello umbro le due misure hanno un impatto reale più forte che nelle grandi città. A Perugia il prezzo medio di un trilocale usato in zona semi-centrale (Elce, Monteluce bassa, Ponte San Giovanni) si colloca nel 2026 tra 130.000 e 190.000 € — sotto la soglia dei 250.000 € oltre la quale il Fondo Consap non copre più — e questo significa che quasi tutti gli acquisti di prima casa in città rientrano perfettamente dentro il perimetro della garanzia pubblica.

A Spoleto la fascia di prezzo è ancora più bassa: 80.000-160.000 € per la maggior parte degli appartamenti in San Nicolò, Piazza Garibaldi bassa e nelle frazioni di pianura come Beroide o San Giacomo. Con importi così contenuti la garanzia Consap all'80% arriva praticamente sempre a copertura totale del mutuo, e il vero elemento discriminante non è più la finanza pubblica ma la solidità del reddito del richiedente. La nostra osservazione dal campo è che nel 2026, per un giovane con contratto stabile e ISEE sotto 40.000 euro, comprare la prima casa in Umbria è oggettivamente più accessibile che in molte altre regioni del centro Italia: il combinato "agevolazione prima casa ordinaria + Fondo Consap prioritario + prezzi al mq ancora contenuti" permette di chiudere operazioni che nelle grandi città sarebbero fuori portata anche con lo stesso reddito.

L'errore più frequente che vediamo è concentrare tutta l'attenzione sull'agevolazione fiscale scaduta e trascurare il Fondo Consap, che invece è il vero acceleratore. Il secondo errore è firmare la proposta d'acquisto senza clausola sospensiva sul mutuo: se la banca poi non delibera, la caparra è a rischio. Il terzo è dichiarare al notaio di trasferire la residenza nel comune entro 18 mesi senza avere un piano operativo per farlo, perché la decadenza dall'agevolazione comporta il recupero dell'imposta ordinaria più sanzioni e interessi.

Due casi reali in Umbria (2026)

Due pratiche 2026 che mostrano l'interazione tra agevolazione prima casa under 36 (art. 64 DL 73/2021, prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 con Fondo Consap) e i requisiti ISEE ≤ 40.000 €.

  • San Sisto (Perugia) — Coppia 30/33 anni, ISEE 31.200 €, acquisto da privato 148.000 €, rendita catastale 588 €. Esenzione totale imposte di registro, ipotecaria e catastale (risparmio 1.326 € rispetto al regime prima casa ordinario). Credito d'imposta pari all'imposta sostitutiva sul mutuo (0,25% × 133.200 € = 333 €) utilizzato in compensazione F24. Garanzia Consap 80% attivata su LTV 90%.
  • Beroide (Spoleto) — Single 28 anni, ISEE 24.800 €, casale ristrutturato da impresa costruttrice 165.000 €. Regime IVA agevolata 4% (6.600 €) con credito d'imposta pari all'IVA versata, spendibile su successivi atti o dichiarazione redditi. Registro/ipotecaria/catastale in misura fissa (200 € cad.) coperti da esenzione under 36. Vantaggio complessivo: ~7.200 € rispetto al regime IVA 10% ordinario.

Fonti ufficiali

Fonti primarie e istituzionali consultate per redigere questa guida.

  1. Agenzia delle Entrate Guida agevolazioni prima casa (edizione aggiornata) (consultata il 19 lug 2026)
  2. Agenzia delle Entrate — Circolare Circolare 12/E del 14 ottobre 2021 — Agevolazione prima casa under 36 (art. 64 DL 73/2021) (consultata il 19 lug 2026)
  3. Normattiva DL 73/2021 ("Sostegni bis"), art. 64 commi 6-11 — Agevolazione prima casa under 36 (consultata il 19 lug 2026)
  4. Normattiva L. 213/2023 (Bilancio 2024) — proroga transitoria under 36 per preliminari registrati entro 31/12/2023 (consultata il 19 lug 2026)
  5. Normattiva L. 207/2024 (Bilancio 2025) — proroga Fondo Garanzia Prima Casa fino al 31/12/2027 (consultata il 19 lug 2026)
  6. Consap S.p.A. Fondo di Garanzia per la Prima Casa — Regolamento e requisiti (consultata il 19 lug 2026)

Domande frequenti

Nel 2026 esiste ancora il bonus prima casa under 36?

No, non nella sua forma originaria. L'agevolazione fiscale introdotta dal DL 73/2021 (esenzione di registro, ipotecaria, catastale e credito d'imposta pari all'IVA) è cessata per gli atti stipulati oltre il 31 dicembre 2024. L'ultima proroga, prevista dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), copriva solo i preliminari registrati entro il 31 dicembre 2023 con rogito entro il 31 dicembre 2024. Né la Legge di Bilancio 2025 né provvedimenti successivi l'hanno reintrodotta.

Se ho firmato preliminare nel 2023 e rogito nel 2024, potevo usare il bonus?

Sì, in via transitoria. La L. 213/2023 ha permesso ai contribuenti che avevano registrato il preliminare entro il 31 dicembre 2023 di stipulare l'atto definitivo entro il 31 dicembre 2024 mantenendo l'agevolazione. Per chi rogita dal 1° gennaio 2025 in avanti, questa possibilità non c'è più.

Cosa spetta oggi a un under 36 che compra la prima casa?

Due cose. Prima: le agevolazioni prima casa ordinarie, valide a ogni età, che riducono il registro al 2% (da privato) o portano l'IVA al 4% (da impresa) e fissano ipotecaria e catastale a 50 € l'una (200 € se IVA). Seconda: la possibilità di chiedere alla banca l'accesso al Fondo di Garanzia Prima Casa Consap con garanzia elevata fino all'80% della quota capitale, riservata agli under 36 con ISEE fino a 40.000 € e mutuo con LTV superiore all'80%.

Il Fondo Consap con garanzia 80% fino a quando è in vigore?

Fino al 31 dicembre 2027. La proroga è stata disposta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1 c. 116), che ha esteso la misura anche alle famiglie numerose con tre o più figli minori di 21 anni e soglie ISEE crescenti. Consap conferma la disciplina sul proprio portale ufficiale.

L'ISEE massimo di 40.000 € è netto o lordo?

L'ISEE è un indicatore né netto né lordo: si calcola con la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sui redditi e sul patrimonio del nucleo familiare del secondo anno solare precedente la richiesta. Nel 2026 si utilizza la DSU relativa ai redditi 2024. Il valore che rileva è l'ISEE ordinario in corso di validità (12 mesi dal rilascio dell'attestazione INPS) e non deve superare 40.000 € neanche di un euro per accedere alla garanzia prioritaria.

Posso chiedere il Fondo Consap se compro un immobile di categoria A/1, A/8 o A/9?

No. Le abitazioni signorili (A/1), le ville (A/8) e i castelli o palazzi di pregio (A/9) sono escluse sia dall'agevolazione fiscale prima casa ordinaria sia dall'accesso al Fondo di Garanzia. L'esclusione è oggettiva e discende dalla classificazione catastale, indipendentemente dal prezzo di acquisto.

La garanzia dell'80% mi assicura l'approvazione automatica del mutuo?

No. La garanzia pubblica copre la banca in caso di inadempimento del debitore, ma non sostituisce l'istruttoria creditizia. La banca valuta comunque reddito, stabilità del contratto di lavoro, sostenibilità della rata (di norma sotto il 30-35% del reddito netto) e centrale rischi. Se la pratica non supera l'istruttoria, il mutuo può essere respinto anche in presenza dei requisiti Consap.

Posso cumulare Fondo Consap e mutui green?

Sì. Il Fondo Consap è una garanzia pubblica sul rischio di credito e non entra in conflitto con eventuali condizioni agevolate offerte dalla banca sui mutui green (immobili in classe energetica A o B, oppure ristrutturazioni che migliorano la classe di almeno due livelli). In pratica il giovane compratore può ottenere sia la garanzia pubblica sia lo spread ridotto se compra un immobile efficiente.

Se compro insieme al partner e uno solo ha meno di 36 anni, cosa succede?

Si valuta la quota di ciascun acquirente. L'agevolazione fiscale prima casa ordinaria si applica a entrambi se hanno i requisiti oggettivi. La garanzia Consap all'80%, invece, si può richiedere sulla quota del contraente che ha meno di 36 anni e ISEE sotto 40.000 €; sull'altra quota si applica la garanzia ordinaria al 50%. La banca gestisce il conteggio caso per caso e imposta la pratica in base alla combinazione di quote e requisiti.

Cosa succede se dopo il rogito non trasferisco la residenza entro 18 mesi?

Si decade dall'agevolazione prima casa. L'Agenzia delle Entrate recupera la differenza tra l'imposta ordinaria (registro al 9%) e quella agevolata (registro al 2%) applicando anche sanzione del 30% e interessi. È possibile evitare la decadenza dichiarando entro il termine dei 18 mesi la volontà di non trasferire la residenza, ma in quel caso si perde comunque l'agevolazione e si versa la differenza senza sanzione. La decadenza vale solo per la parte fiscale: il mutuo con garanzia Consap non viene revocato per il mancato trasferimento della residenza, salvo che questo comporti la perdita dei requisiti dichiarati alla banca.